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Pubblicato in: avventure di una scrittrice

Qui inizia il viaggio

Avere un problema equivale ad avere una soluzione.

Il mio problema? Ho bisogno di una dead line imminente. Ho bisogno di avere l’acqua alla gola. Ho bisogno di sentire i battiti del cuore diventare sempre più rapidi.

E’ il solo modo che conosco per mettermi su qualcosa al milleXmille… Con me non funziona il “prendersi per tempo”. Con me non funziona la programmazione… Per avere tutta la mia attenzione bisogna essere al conto alla rovescia, al vinci o soccombi. Per me è sempre andata così: consegna/scadenza/esame dopo un tot giorni equivaleva a kazzeggio, procrastinazione, kazzeggio, primi tentativi di trovare la concentrazione, kazzeggio. Il tutto fino a una manciata di giorni prima. E a quel punto, quando la data fatidica più che all’orizzonte era ad un passo, mi ci mettevo con tutta me stessa, 24 ore al giorno, concentrazione totale. Il resto del mondo spariva attorno a me e tutto quello che importava, più dell’ossigeno, più del riposo, più di tutto, era arrivare alla grande al traguardo.

Quindi eccomi qui… a darmi una scadenza (fin troppo lontana per me, in effetti) ma con l’impegno di seguire anche questo blog. Perchè se ogni giorno devo postare qualcosa allora non posso procrastinare. Non posso mentire. Posso prendermela pure un po’ comoda all’inizio per entrare nel giusto mood, per studiare dei testi che mi aiuteranno nella stesura ma… poi s’inizia, s’inizia davvero, s’inizia alla grande… Una sfida, con me stessa in primis. Un viaggio navigando a vele spiegate: a volte il vento soffierà e mi farà percorrere un bel tratto, altre volte la bonaccia mi farà godere il sole sulla faccia, altre volte ancora la tempesta (la mia parte ipercritica) mi farà imbarcare acqua e desiderare di saltare sulla scialuppa di salvataggio, qualsiasi nuovo progetto essa sia…

Che posso dire… semplicemente… nulla per me è più eccitante di una sfida, soprattutto se sono io ad aver messo l’asticella… e soprattutto se l’ho ficcata oltre i miei limiti…

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Metti una notte al Circo Patuf

19105950_1241331985995499_6880920859267496264_nQueste sono le cose che mi piace vedere! Questi sono gli spettacoli che dimostrano che c’è chi sa alla perfezione quello che sta facendo. Questo è un “signor Show” al quale inviterei tutti i miei amici. “In Alto Mare”, questo il titolo della rappresentazione, è un incanto per gli occhi e per il cuore! E inizia ancora prima dell’inizio. Già, perchè tu arrivi quando il tendone è ancora chiuso ma già gli artisti t’intrattengono a suon di musica e i primi “buffi figuri” fanno la loro apparizione. Solo dopo che già hai rotto il ghiaccio e riso abbondantemente, pieno di curiosità, ti è concesso d’imbarcarti in quest’avventura.

Non è puramente Circo nè è puramente Teatro, è una perfetta commistione di arti sceniche come non ne vedevo da quando ero negli USA (e che mi sono mancate tanto, ma tanto, ma anche di più!) Del resto sono professionisti che (in buona parte) arrivano dall’Argentina e quel Paese, da almeno un paio di decenni, ha tanto da insegnarci per quel che riguarda il narrare storie (sì, l’ha fatto anche Julio Cortázar… ma ora sono molti di più: l’Oscar di qualche anno fa a El secreto de sus ojos di Campanella insegna)

Insomma: pollice alto in tutti i sensi! Perchè narrare l’emigrazione negli anni ’20 degli italiani diretti all’estero, in fuga da un passato doloroso o dalla fame o in cerca di un futuro luminoso e di qualcosa in cui credere e sperare, non è facile. Non lo è se vuoi farlo con delicatezza e al tempo stesso strappando un sorriso. Se poi fai ridere non solo i bambini ma anche gli adulti e, soprattutto, catalizzi l’attenzione di un gruppo di ragazzini delle medie… beh, sei un genio! (nessuno può mettere in discussione che fare il clown davanti a un pubblico di teen dev’essere il lavoro più difficile del mondo! io non saprei da dove partire per fare in modo che tengano gli occhi fissi su quello che scrivo!)

Insomma, il racconto è strutturato bene e vede un’intersecarsi di numeri comici con canzoni e danze aeree. L’insieme impedisce di staccare gli occhi da un palco che per quanto piccolo possa essere è in grado di ospitare gli stati d’animo di chi in passato si trovava a solcare l’Oceano, mentre la messa in scena è tanto semplice quanto significante.

E… e vorrei raccontarvi tutto, fin nei più piccoli dettagli ma non ho alcuna intenzione di rovinare la sorpresa a chi andrà a vedere lo spettacolo! 😉

Io vi metto anche il link, così sapete dove potete curiosare! Circo Patuf

Canzone del giorno

E niente… è arrivato il circo nel mio paese… che poi non è proprio “circo-circo” nel senso che, da quanto ho capito, è una rappresentazione teatrale che usa il linguaggio circense. (Ve lo spiegherò meglio dopo aver visto lo spettacolo!)

Fatto sta che Fly è diventato amico in tempo record con il cagnolino della compagnia e ora ogni volta che usciamo di casa mi trascina là… e non vuole saperne di andare via! Beh, piccoletto… ti dedico la canzone del giorno! 🙂

PS: gli artisti sono italo-argentini, io ho fatto la tesi di laurea in Argentina… awww! quanto mi era mancato sentire qualcuno parlare in Castigliano!

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Giorno 45

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L’alba… quale momento del giorno ha più promesse? Già, a volte mi danno dell’ingenua o dell’illusa ma in fondo, anche quando mi lamento, anche quando mi piango addosso, anche quando dico che va tutto storto… la verità è che sto bene con la mia base ottimistica/fiduciosa/speranzosa. Quindi questo 45° post non lo vedo come la fine di qualcosa, come l’arrivo di un percorso… è semplicemente tempo di bilanci, di un brindisi di “ce l’ho fatta” e di far spazio al nuovo. Non lo so che succederà domani. So solo che ormai è tempo di lasciar andare i miei personaggi, questi splendidi amici che mi hanno tenuto così tanta compagnia in queste settimane e mi hanno insegnato tanto e mi hanno obbligata a riflettere e mi hanno dato talmente tanta fiducia da permettermi di raccontare le loro storie.

Li lascio andare, con un sorriso un pochino triste perché mi ero abituata alla loro presenza rassicurante e divertente e illuminante. Forse torneranno a trovarmi un giorno (sì, dai, lo faranno: i veri amici non spariscono mai per sempre) ma per il momento anche loro hanno il diritto di essere liberi e riprendere in mano le loro vite. Sono cambiati anche loro con me, sono diversi rispetto a quando li ho incontrati la prima volta. E sono, a loro volta, pronti per una nuova alba. Perché quando scrivi una storia non è solo la tua vita quella che vedi modificarsi, è anche la loro. Alla fine tu ti limiti a mettere in pixel quello che loro ti mostrano. E magari a un lettore distratto sembra solo una concatenazione di eventi ma in realtà tu sei ben consapevole che quello che è accaduto li ha trasformati nel profondo. Non torneranno più ad essere gli ingenui, i meschini, i solitari, gli illusi (etc etc) che erano… Forse lo saranno ancora ma in modo diverso. I loro sguardi saranno cambiati. I loro pensieri suoneranno in modo nuovo.

Quindi eccoci qui. E’ l’ultimo giorno di questo mio progetto e questo significa che domani sarà una nuova alba che decreterà l’inizio di un nuovo percorso. Quale sarà? Non lo so ancora, del resto ero un po’ troppo impegnata con questo per permettermi distrazioni 😉

Qualcosa arriverà. Forse stanotte, forse tra una settimana… Al momento ho solo accenni di idee che spaziano in vari campi: ho voglia di fare un po’ di riprese, non mi dispiacerebbe un progetto fotografico, ho tante altre storie che aspettano solo di uscire da un cassetto… Insomma, non credo trascorrerò molto tempo ad annoiarmi.

Che ne sarà di questo blog? Beh, che vi posso dire, mi ci sono affezionata a questo diario virtuale quindi, magari con qualche giorno di break mentre riordino i pensieri, non ho intenzione di abbandonarlo qui. Chissà, magari mi verrà in mente un altro progetto che richiede 45 giorni, magari scoprirò che mi manca imprecare contro la mia stessa idea di scrivere/tentare di disegnare su delle tazze-lavagna con i gessetti (sarò incapace io ma non è per nulla facile, credetemi! giuro che nella mia testa i risultati erano molto diversi… però è stato divertente tornare per un po’ bambina, ai tempi in cui con i gessetti facevi disegni per strada) e continuerò ad utilizzarle…

In ogni caso beh, per me scrivere è ossigeno allo stato puro e ben venga ogni possibilità di farlo!

Ora… beh, credo che sia tempo per me di prender commiato con calma dai miei personaggi (e li metto tutti a dita incrociate: dopo questa maratona di 45 giorni non vogliamo mica che questa storia sia nota solo a noi!)

Ci si vede nella nuova alba 😉

Ogni giorno è diverso dall’altro, ogni alba porta con sè il suo speciale miracolo, il suo istante magico, in cui si distruggono gli universi passati e nascono nuove stelle. I Navajo, infatti, insegnano ai loro bambini che ogni mattina il sole che sorge è un sole nuovo. Nasce ogni giorno, vive solo per quel giorno, muore alla sera e non ritornerà più. Dicono ai loro piccoli: Il sole ha solo questo giorno, un giorno. Vivi bene la tua vita in modo che il sole non abbia sprecato il suo tempo prezioso.

-Paulo Coelho-

Citazione del giorno

Pubblicato in: avventure di una scrittrice

Giorno 44

18944845_10155324112499763_688580942_nOk, bene, perfetto… penso che ci metterò più tempo a scrivere la sinossi che l’intero libro… e ho come l’impressione che alla fine più che una sinossi sarà un soggetto cinematografico: speriamo qualche editore apprezzi la commistione di generi… 😛

Sbattimenti di testa al muro a parte, oggi è la giornata “e ora a chi la faccio leggere?” Sì, ok, sto cercando di capire a grandi linee a che case editrici proporre questa storia (che fretta c’è? tanto tutte si prendono almeno sei mesi di tempo… praticamente se va bene mi fanno il regalo di Natale e se no… beh, chiedo a Babbo Natale di portarmi una nuova idea tutta bella infiochettata!) Però vorrei anche qualche feedback da parte di qualche persona del cui parere mi fido. Già, peccato che i primi tre nomi che mi sono venuti in testa sono di amici americani che ovviamente non sanno una parola di italiano e… beh, tradurre il tutto mi sembra un’impresa un po’ improba al momento!

E’ che molte persone che conosco hanno con la letteratura lo stesso approccio che ho io con la musica: posso dire se un pezzo mi arriva o non mi arriva ma non chiedetemi commenti tecnici. Invece in questo momento non ho bisogno di sentirmi dire se la storia piace/non piace, piuttosto di almeno un abbozzo di analisi/critica. E non è facile! Io me ne accorgo anche solo stando due minuti su Facebook: impressione mia o stiamo diventando un popolo di semi analfabeti? Cioè… sento un casino di gente che “io ho un libro nel cassetto” o “io voglio scrivere un libro” ma poi non sanno metter giù un post di due righe senza errori grammaticali o sintattici… Whops! Ma se questo è grave trovo ancora più raccapricciante il fatto che condividono a nastro le immagini con impresse citazioni… a loro volta zeppe di errori! OMG! Ok, lo so… io sono terribile in certi casi. La maestra con la penna rossa mi fa un baffo! Chiudo un occhio sugli errori di battitura (fortuna che con il cell ti corregge automaticamente… oppure ti mette una parola che non c’entra assolutamente nulla!), a me per prima ne sfuggono a migliaia (non oso neanche pensare se un giorno mi mettessi a rileggere tutti questi post con calma cosa scoprirei! Mi spiace un casino per tutti i cultori dell’italiano che si sono sentiti offesi!) Ma accenti, h, modi verbali… ARGH!!! Dovrebbero fare degli esami prima di permettere a chiunque di iscriversi ad un social…

Comunque, se già abbiamo seri problemi con la lingua figuriamoci che può accadere con gli aspetti tecnici di un romanzo. Ahhh… Che poi non è solo il trovare qualcuno di competente a livello tecnico, è anche beccare una persona che comunque possa apprezzare il genere. Cioè, di certo un cultore di Star Trek o dei gialli scandinavi potrebbe uccidermi se gli mettessi in mano un manoscritto del genere!

Al momento però penso di aver individuato una giusta “vittima sacrificale”… devo solo aver il tempo di andare a stampare il tutto e poi sentire se è d’accordo con il fare la cavia. 🙂 Vedremo! E comunque spero che nelle prossime notti mi appaiano in sogno altri nomi! Ecco, questo è il casino di avere amici/conoscenti con interessi diversi dai tuoi. Almeno al mio ghostwriter va alla stragrande, ha la sua migliore amica che lavora nello stesso ambito. Io se sento qualche “collega” italiano… mi risponde che prima devo mettere il tutto sotto forma di sceneggiatura e poi riprovare a passargli il malloppo!

Bah, ma che mi fascio la testa a fare? Tanto alla fine tendo al fatalismo: se dev’esserci la persona adatta per leggerlo e farmi delle critiche… in qualche modo arriverà!