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Pubblicato in: avventure di una scrittrice

Qui inizia il viaggio

Avere un problema equivale ad avere una soluzione.

Il mio problema? Ho bisogno di una dead line imminente. Ho bisogno di avere l’acqua alla gola. Ho bisogno di sentire i battiti del cuore diventare sempre più rapidi.

E’ il solo modo che conosco per mettermi su qualcosa al milleXmille… Con me non funziona il “prendersi per tempo”. Con me non funziona la programmazione… Per avere tutta la mia attenzione bisogna essere al conto alla rovescia, al vinci o soccombi. Per me è sempre andata così: consegna/scadenza/esame dopo un tot giorni equivaleva a kazzeggio, procrastinazione, kazzeggio, primi tentativi di trovare la concentrazione, kazzeggio. Il tutto fino a una manciata di giorni prima. E a quel punto, quando la data fatidica più che all’orizzonte era ad un passo, mi ci mettevo con tutta me stessa, 24 ore al giorno, concentrazione totale. Il resto del mondo spariva attorno a me e tutto quello che importava, più dell’ossigeno, più del riposo, più di tutto, era arrivare alla grande al traguardo.

Quindi eccomi qui… a darmi una scadenza (fin troppo lontana per me, in effetti) ma con l’impegno di seguire anche questo blog. Perchè se ogni giorno devo postare qualcosa allora non posso procrastinare. Non posso mentire. Posso prendermela pure un po’ comoda all’inizio per entrare nel giusto mood, per studiare dei testi che mi aiuteranno nella stesura ma… poi s’inizia, s’inizia davvero, s’inizia alla grande… Una sfida, con me stessa in primis. Un viaggio navigando a vele spiegate: a volte il vento soffierà e mi farà percorrere un bel tratto, altre volte la bonaccia mi farà godere il sole sulla faccia, altre volte ancora la tempesta (la mia parte ipercritica) mi farà imbarcare acqua e desiderare di saltare sulla scialuppa di salvataggio, qualsiasi nuovo progetto essa sia…

Che posso dire… semplicemente… nulla per me è più eccitante di una sfida, soprattutto se sono io ad aver messo l’asticella… e soprattutto se l’ho ficcata oltre i miei limiti…

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Progettando

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Ciao!!! Lo so, sono stata imperdonabilmente assente…

Video, scrittura, festival… la vita ultimamente non mi ha dato troppa tregua… e non potrebbe andare meglio di così! Insomma, il manoscritto è stato spedito ad alcuni editori e… niente, si aspetta! (Lo sappiamo come sono lunghe queste cose…)

Però se non altro arrivano soddisfazioni per il mio film: un paio di premi, una selezione per un festival in Canada… Insomma… Bene Bene Bene!

E oggi la sorpresa “ferragostiana”: dopo la prima recensione è arrivata anche la prima intervista. Emozionata? Beh… a dire poco! Insomma, la prima sceneggiatura che diventa film e sembra anche funzionare bene. Dita incrociate per il futuro!

Mentre i neuroni girano a rilento (hey, è estate anche per loro…) immaginando la prossima storia, oggi l’illuminazione sul nuovo progetto… Sapete che c’è? C’è che se ripenso a tutto il tragitto per realizzare E’ un Cerchio Imperfetto, questo il titolo del mio film, mi accorgo di quanto poco si conosca tutto il mondo che c’è dietro… e soprattutto quello che passa per la testa di una sceneggiatrice (in questo caso anche produttrice) durante quelle interminabili (ma che alla fine volano via) settimane di lavorazione… Quindi perchè no? Raccontiamolo! Come se fossero tutti capitoli di un libro…

Durerà 45 giorni? Di meno? Di più?

Non lo so… so che sarà divertente ripercorrere tutte quelle tappe rivivendole con il sorriso, eliminando lo stress delle decisioni improvvise da prendere in mezzo secondo netto, senza essere costretti a controllare il meteo ogni due secondi perchè diamine, siamo a ottobre e domani giriamo all’aperto e il cielo, insomma, non è proprio limpido limpido, senza far tappa obbligata tutte le mattine al bar per prendere la colazione per cast e troupe… Insomma… è un tritacarne quando ci sei dentro… Ma quando ormai il pargolo è diventato maggiorenne e cammina con le sue gambe… beh… tu tiri un bel sospirone e ti sorseggi beata la tua tazzona di caffè sorridendo mentre i ricordi ti solleticano…

Come si chiamerà?

“Come ho fatto un film e ho sfiorato l’Oscar (beh, il secondo nei miei sogni!)”

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Incontri casuali (o destinati?)

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Ok, lo so di essere finita nella lista degli scomparsi… A mia discolpa dico solo questo: son due giorni che ho la bozza di questo post e tento inutilmente di trovare 10 minuti consecutivi per terminarlo senza interruzioni… Ecco, questo tanto per dire com’è la mia vita ultimamente… INCASINATA! Piacevolmente, gioiosamente… ma pur sempre INCASINATA resta!

Ricapitolando… dove eravamo rimasti… uhu… Circo Patuf! In questi giorni sono al montaggio di un altro video (che teoricamente avrei già potuto finire… se non che appunto… la mia vita ultimamente è INCASINATA! -e qui smetto di ripeterlo, che teoricamente il concetto ormai è chiaro!-) Beh, io dico che il Circo Patuf distribuisce magia! Non solo per gli occhi e per il cuore… Se volete chiamarla coincidenza fate pure, ma da quando ho incontrato per la prima volta quei fantastici artisti a me sono capitate solo cose stupende! Da allora… ho inviato il romanzo ad alcuni editori (e qui, lo sappiamo, posso mettermi tranquilla a giocare a carte perchè tanto un 6 mesi di attesa non me li toglie nessuno…), ho avuto segnali fantastici da alcuni festival cinematografici per quel che riguarda il mio film e… ho fatto tanti incontri fenomenali che mi hanno (e stanno) arricchito come persona.

E Nanh, quel sorriso gigante che appare in foto, ne è la prova. Guarda un po’… ci siamo incontrate proprio in occasione dell’ennesima replica dello spettacolo circense (niente animali, ça va sans dire) dove stavo facendo le riprese… Già una ragazza che si elettrizza davanti a una videocamera a me sta simpatica a pelle, se poi scopro di avere ventimila (e qualcuno in più) punti in comune, beh… mi spiace per lei che con tutti i posti che ci sono è finita a vivere nel mio paese ma non posso che ringraziare chi di dovere per aver esaudito il mio desiderio: “per favore… una testa pensante… che sappia essere anche completamente fuori!” (e che non smonti il tendone del circo dopo 10 giorni, please… che ancora mi pento di non essermi infilata di nascosto nel camion quando sono partiti! 😉 )

Insomma… messaggi, chiacchiere, due passi estemporanei (perchè per quelli il tempo devo trovarlo sempre: le passeggiate con Fly sono irrinunciabili!), pure una serata-evento di danze sacre (non ne ho mai parlato, eh… ok, prima o poi ci scappa il post!) Insomma, ritrovarsi all’improvviso con un’amica a due passi da casa direi che è un’esperienza da provare ogni tanto (soprattutto per me che li ho sparsi per il mondo!) Poi va detto… ho scoperto una cosa sensazionale: oltre a parlare 4 lingue (irrequieta come me!), insegnare yoga, seguire discipline olistiche e tutte queste cose delle quali parlerei per ore, pratica il massaggio svedese. Non ne avevo mai sentito parlare prima che me lo nominasse lei ma… goduria! Per una come me, che ultimamente un 18 ore al giorno al computer non me le toglie nessuno, è tipo manna dal cielo! Infatti l’altro giorno mi ha fatto provare una seduta e quando ha terminato (ok, lo ammetto… mi sono concessa due ore di coccola… e insomma, ognuno festeggia un paio di premiazioni ai festival nel modo che gli sembra migliore al momento!)… beh… non posso negarlo… mi sentivo volicchiare (le mie spalle ringraziano!) Che poi, per una che di massaggi ne ha fatti tanti negli anni (che vi posso dire… “brucio” i Mac a ritmi record per il tempo che passo in loro compagnia… questo vi basti! 😉 ) provare una mano nuova è sempre un rischio. Non per altro, ma devo sentire a pelle di potermi fidare… altrimenti neanche ci provo! (sì, lo ammetto… per l’estetista vale lo stesso: la mia di fiducia e stop!!!) E ritrovarmi in una stanza con candele, incensi, musica e l’unico obbligo di rilassarmi… dove metto la firma? Insomma… massaggio svedese forever (e se posso dare un consiglio… che siate ultra stressati, doloranti o intenti a imprecare contro il caldo per come vi ammazza il corpo… provare per credere!)

Con me poi funziona che il momento total relax per il corpo invariabilmente coincide con il total relax mentale… Che poi tradotto nella mia testa equivale a nuove idee che piantano semini in quell’ingorgo di pensieri che mi porto appresso… nuovi progetti in arrivo? Che possano richiede 45 giorni? Well guys… stay tuned!

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Metti una notte al Circo Patuf

19105950_1241331985995499_6880920859267496264_nQueste sono le cose che mi piace vedere! Questi sono gli spettacoli che dimostrano che c’è chi sa alla perfezione quello che sta facendo. Questo è un “signor Show” al quale inviterei tutti i miei amici. “In Alto Mare”, questo il titolo della rappresentazione, è un incanto per gli occhi e per il cuore! E inizia ancora prima dell’inizio. Già, perchè tu arrivi quando il tendone è ancora chiuso ma già gli artisti t’intrattengono a suon di musica e i primi “buffi figuri” fanno la loro apparizione. Solo dopo che già hai rotto il ghiaccio e riso abbondantemente, pieno di curiosità, ti è concesso d’imbarcarti in quest’avventura.

Non è puramente Circo nè è puramente Teatro, è una perfetta commistione di arti sceniche come non ne vedevo da quando ero negli USA (e che mi sono mancate tanto, ma tanto, ma anche di più!) Del resto sono professionisti che (in buona parte) arrivano dall’Argentina e quel Paese, da almeno un paio di decenni, ha tanto da insegnarci per quel che riguarda il narrare storie (sì, l’ha fatto anche Julio Cortázar… ma ora sono molti di più: l’Oscar di qualche anno fa a El secreto de sus ojos di Campanella insegna)

Insomma: pollice alto in tutti i sensi! Perchè narrare l’emigrazione negli anni ’20 degli italiani diretti all’estero, in fuga da un passato doloroso o dalla fame o in cerca di un futuro luminoso e di qualcosa in cui credere e sperare, non è facile. Non lo è se vuoi farlo con delicatezza e al tempo stesso strappando un sorriso. Se poi fai ridere non solo i bambini ma anche gli adulti e, soprattutto, catalizzi l’attenzione di un gruppo di ragazzini delle medie… beh, sei un genio! (nessuno può mettere in discussione che fare il clown davanti a un pubblico di teen dev’essere il lavoro più difficile del mondo! io non saprei da dove partire per fare in modo che tengano gli occhi fissi su quello che scrivo!)

Insomma, il racconto è strutturato bene e vede un’intersecarsi di numeri comici con canzoni e danze aeree. L’insieme impedisce di staccare gli occhi da un palco che per quanto piccolo possa essere è in grado di ospitare gli stati d’animo di chi in passato si trovava a solcare l’Oceano, mentre la messa in scena è tanto semplice quanto significante.

E… e vorrei raccontarvi tutto, fin nei più piccoli dettagli ma non ho alcuna intenzione di rovinare la sorpresa a chi andrà a vedere lo spettacolo! 😉

Io vi metto anche il link, così sapete dove potete curiosare! Circo Patuf

Canzone del giorno

E niente… è arrivato il circo nel mio paese… che poi non è proprio “circo-circo” nel senso che, da quanto ho capito, è una rappresentazione teatrale che usa il linguaggio circense. (Ve lo spiegherò meglio dopo aver visto lo spettacolo!)

Fatto sta che Fly è diventato amico in tempo record con il cagnolino della compagnia e ora ogni volta che usciamo di casa mi trascina là… e non vuole saperne di andare via! Beh, piccoletto… ti dedico la canzone del giorno! 🙂

PS: gli artisti sono italo-argentini, io ho fatto la tesi di laurea in Argentina… awww! quanto mi era mancato sentire qualcuno parlare in Castigliano!

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Giorno 45

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L’alba… quale momento del giorno ha più promesse? Già, a volte mi danno dell’ingenua o dell’illusa ma in fondo, anche quando mi lamento, anche quando mi piango addosso, anche quando dico che va tutto storto… la verità è che sto bene con la mia base ottimistica/fiduciosa/speranzosa. Quindi questo 45° post non lo vedo come la fine di qualcosa, come l’arrivo di un percorso… è semplicemente tempo di bilanci, di un brindisi di “ce l’ho fatta” e di far spazio al nuovo. Non lo so che succederà domani. So solo che ormai è tempo di lasciar andare i miei personaggi, questi splendidi amici che mi hanno tenuto così tanta compagnia in queste settimane e mi hanno insegnato tanto e mi hanno obbligata a riflettere e mi hanno dato talmente tanta fiducia da permettermi di raccontare le loro storie.

Li lascio andare, con un sorriso un pochino triste perché mi ero abituata alla loro presenza rassicurante e divertente e illuminante. Forse torneranno a trovarmi un giorno (sì, dai, lo faranno: i veri amici non spariscono mai per sempre) ma per il momento anche loro hanno il diritto di essere liberi e riprendere in mano le loro vite. Sono cambiati anche loro con me, sono diversi rispetto a quando li ho incontrati la prima volta. E sono, a loro volta, pronti per una nuova alba. Perché quando scrivi una storia non è solo la tua vita quella che vedi modificarsi, è anche la loro. Alla fine tu ti limiti a mettere in pixel quello che loro ti mostrano. E magari a un lettore distratto sembra solo una concatenazione di eventi ma in realtà tu sei ben consapevole che quello che è accaduto li ha trasformati nel profondo. Non torneranno più ad essere gli ingenui, i meschini, i solitari, gli illusi (etc etc) che erano… Forse lo saranno ancora ma in modo diverso. I loro sguardi saranno cambiati. I loro pensieri suoneranno in modo nuovo.

Quindi eccoci qui. E’ l’ultimo giorno di questo mio progetto e questo significa che domani sarà una nuova alba che decreterà l’inizio di un nuovo percorso. Quale sarà? Non lo so ancora, del resto ero un po’ troppo impegnata con questo per permettermi distrazioni 😉

Qualcosa arriverà. Forse stanotte, forse tra una settimana… Al momento ho solo accenni di idee che spaziano in vari campi: ho voglia di fare un po’ di riprese, non mi dispiacerebbe un progetto fotografico, ho tante altre storie che aspettano solo di uscire da un cassetto… Insomma, non credo trascorrerò molto tempo ad annoiarmi.

Che ne sarà di questo blog? Beh, che vi posso dire, mi ci sono affezionata a questo diario virtuale quindi, magari con qualche giorno di break mentre riordino i pensieri, non ho intenzione di abbandonarlo qui. Chissà, magari mi verrà in mente un altro progetto che richiede 45 giorni, magari scoprirò che mi manca imprecare contro la mia stessa idea di scrivere/tentare di disegnare su delle tazze-lavagna con i gessetti (sarò incapace io ma non è per nulla facile, credetemi! giuro che nella mia testa i risultati erano molto diversi… però è stato divertente tornare per un po’ bambina, ai tempi in cui con i gessetti facevi disegni per strada) e continuerò ad utilizzarle…

In ogni caso beh, per me scrivere è ossigeno allo stato puro e ben venga ogni possibilità di farlo!

Ora… beh, credo che sia tempo per me di prender commiato con calma dai miei personaggi (e li metto tutti a dita incrociate: dopo questa maratona di 45 giorni non vogliamo mica che questa storia sia nota solo a noi!)

Ci si vede nella nuova alba 😉

Ogni giorno è diverso dall’altro, ogni alba porta con sè il suo speciale miracolo, il suo istante magico, in cui si distruggono gli universi passati e nascono nuove stelle. I Navajo, infatti, insegnano ai loro bambini che ogni mattina il sole che sorge è un sole nuovo. Nasce ogni giorno, vive solo per quel giorno, muore alla sera e non ritornerà più. Dicono ai loro piccoli: Il sole ha solo questo giorno, un giorno. Vivi bene la tua vita in modo che il sole non abbia sprecato il suo tempo prezioso.

-Paulo Coelho-

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