Pubblicato in: avventure di una scrittrice

Giorno 17

18425598_10155239712339763_623136132_nOggi la citazione che ho scritto mi è stata suggerita da uno dei miei personaggi. “Abbiamo due gambe perché a volte dobbiamo percorrere contemporaneamente due sentieri paralleli.” Wow! Che figata, ho dei personaggi “citabili”. In genere scelgo frasi che parlino del tema hot del mio giorno di scrittura e questa ci azzecca in pieno. Non so neanche come gli sia venuta in testa, a dirla tutta, io di certo non gliel’ho messa in bocca a forza. Comunque, mi affascina quest’idea di dover percorrere due sentieri diversi contemporaneamente. Mi affascina e mi spaventa anche un po’ perchè in genre io sono una che va dritta come un treno lungo un tragitto ben delineato. Non faccio soste, figuriamoci cambiare strada senza motivo!

E’ che in genere per me è tutto bianco o nero (e no, non c’entra nulla la vittoria della Juve anche se… andiamo a Cardiff!!!). So perfettamente che nel mezzo ci sono anche migliaia di sfumature di grigio (niente a che fare con le famigerate 50) e chi è più fortunato riesce a vedere pure tutti i colori declinati in svariati modi… Ma io sono così: estremista. Tipo che quand’ero all’università non ho voluto farmi coinvolgere in nessuna relazione perchè avevo ben chiaro il mio progetto di vita e non avevo alcuna intenzione di ritrovarmi il giorno dopo la laurea a spaccarmi la testa: resto qui? resto con lui? seguo la carriera? (ok, ragionamenti da fuorisede, di quando vivi in una città che non è la tua e frequenti tutta gente di città che non sono la tua e nessuno che vive nella città che speri un giorno diventi la tua… chiaro, no?) Il fatto è che io non mi sono neanche mai fermata a farmi una domanda tipo “famiglia o lavoro?” Non ne ho mai avuto bisogno: per me il giorno della laurea (che è una tappa fondamentale per chi è nata nel padovano: ma avete idea di che sono le lauree a Padova? la chiamano goliardia e ci si ammazza dal ridere ma è una cosa che viene presa dannatamente sul serio, tipo che i tuoi amici iniziano a scrivere il papiro e a pensare agli scherzi il giorno stesso in cui tu inizi a scrivere la tesi… E sto parlando delle tesi del vecchio ordinamento, non le tesine che spacciano per tesi quelli che dopo tre anni hanno già il loro diploma in mano!) Dicevo, per me il giorno della laurea è stato come un matrimonio (che appunto perchè la prendiamo sul serio facciamo anche le bomboniere: e santa pazienza se io ho studiato a Bologna: abbiamo portato là le nostre tradizioni… sconvolgendo un po’ di gente!)

Insomma, che adesso mi arrivi questo e mi faccia riflettere sul fatto che una cosa non esclude l’altra… wow! ragazzi che mazzata! Però ha la sua età quindi immagino che sappia qualcosa in più di me di come funzionano queste cose. Fantastico, no? Dovrei essere quella con il quadro generale più amplio e invece mi ritrovo a imparar cose dai miei personaggi… Dio, che avventura fantastica è la scrittura!

Comunque, c’è uno che dà consigli e poi ci sono altri due personaggi che lo ascoltano. Uno capisce al volo, l’altra… beh, l’altra è stata la mia patata bollente del giorno nel senso che mi sono proprio scottata a scrivere di lei. Nel senso che mi ha fatto proprio male dentro vedere la sua disperazione per il fatto di essersi cacciata in una situazione senza neanche sapere come, di aver voluto tutto perchè la società al giorno d’oggi te lo impone. Ma lei, in fin dei conti, non lo vuole tutto. Lei vuole raggiungere gli obiettivi che si è prefissata tanto tempo prima. In un certo senso lei ha provato a camminare su due sentieri diversi contemporaneamente solo che ora si ritrova tipo a far la spaccata perchè col cavolo che erano paralleli. Sembrava lo fossero, all’inizio, ma poi metro dopo metro hanno preso ad allontanarsi tra loro e il guaio è che per non spaccarsi lei una gamba ha dovuto prestare talmente tanta attenzione a dove metteva i piedi che ha perso di vista se stessa e i suoi sogni. E ora che sta in questa posa alla Van Damme, scomodissima, ha avuto davvero un brutto risveglio.

Insomma… alla fin fine credo che sia valida la storia dei due sentieri ma possa essere altrettanto valida quella dell’unica strada da percorrere a spron battuto. Forse le due opzioni si completano: ci sono delle fasi in cui ti dividi ed altre in cui torni ad essere un tutt’uno in una direzione. Credo che, alla fine, stia a noi la scelta. Del resto nessun altro può dirci cosa o come o chi dobbiamo essere, giusto?

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7 pensieri riguardo “Giorno 17

      1. No stai tranquilla……se non hanno ancora ricoverato me tu stai alla grande…😄😄😄⭐⭐⭐

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