Pubblicato in: avventure di una scrittrice

Giorno 18

18424969_10155242539209763_96838384_nC’è una categoria di persone delle quali diffido a priori. E’ più forte di me temo. Mi metto in guardia appena qualcuno afferma di essere sempre onesto. “Io sono sincero sempre” e poi giù a spiegarti come le persone lo lodino e stimino per questo. Non lo so, l’impressione che mi danno è che stiano mettendo le mani avanti, tipo gioco di prestigio: credimi sempre quando ti raccondo balle e più grandi sono tu con più intensità credimi. Non lo so… per me il sottotesto di “Io sono sincero” è qualcosa che suona tipo “sono un ballista nato ma sono talmente bravo che non mi sgamano”. Diffido per due ragioni: una è che ovviamente, come tutti credo, non amo essere presa in giro, l’altra che mi spaventano le persone che raccontano balle a se stesse senza neanche accorgersene o senza volersene accorgere. Ecco, me li immagino tutti davanti a uno specchio a ripetere: “io sono sincero, io sono sincero” con la stessa intensità e speranza di autoconvincimento con cui io mi ripeto “io sono una strafiga, io sono una strafiga”. In poche parole: mentono sapendo di mentire. Che poi non è che siano tutto sto genio: li sgami, eccome se li sgami. Primo perchè si contraddicono senza neanche rendersene conto (eh, lo so… è un problema il fatto che io tenda ad ascoltare le persone e la mia memoria sia abbastanza buona da farmi ricordare le affermazioni precedenti, anche a mesi di distanza…). Secondo perchè più tempo concedi loro e più la loro versione di qualcosa si modifica, acquista particolari, si arricchisce di spiegazioni, di motivazioni, di presunte prove a supporto di…

La cosa peggiore restano comunque, secondo me, le balle che ci raccontiamo da soli. Voglio dire: stupida io se decido di fidarmi e crederti nonostante sappia che il tuo livello di menzogne è allo stadio patologico, ma ancora più stupida se invece di raccontare balle agli altri me le racconto da sola. Ok che viviamo tutti attraverso maschere, Pirandello docet, ma possibile che non riusciamo a togliercele davvero neanche sotto la doccia? Cavolo, riusciamo pure a cantarci sotto anche se siamo più stonati delle campane! La cosa deleteria è che per qualche strana ragione è più facile credere a quelle che ci auto-appioppiamo che a quelle che ci dicono gli altri. Sì, insomma, non è facilissimo fidarsi delle persone in generale, ci vuole del tempo per arrivare ad un dato rapporto di fiducia, e in generale tendiamo a scandagliare bene quello che ci viene detto, osserviamo lo sguardo e la postura e un po’ di sana diffidenza ci porta a mettere almeno un po’ le mani avanti. Il casino è che ci fidiamo di noi stessi (beh… almeno credo che valga per la maggior parte delle persone) e prendiamo per oro colato quello che ci diciamo. “Sto bene, sto bene, sto bene”. Perchè magari in effetti siamo in salute, abbiamo un lavoro che ci fa arrivare a fine mese, una relazione appagante, ci va bene il colore dei capelli, la forma del naso e così via. “Sto bene”. Punto. Non lo mettiamo in discussione, soprattutto perchè siamo consapevoli delle difficoltà che incontra la gente appena fuori dalla nostra porta. Però è quel “bene” che non è un “alla grande”. E’ un “bene” che fa sì che gli altri ci guardino con apprezzamento e non sparlino alle spalle. Ecco, ogni forma di autoconvincimento è una balla enorme che ci raccontiamo, a cui crediamo, e che ci fa esistere. Il che significa: ci fermiamo, smettiamo di crescere, di migliorare.

Ovviamente una delle mie eroine si è trovata a fare i conti proprio con la caduta di una di queste maschere. Tre anni trascorsi a raccontarsi bugie che le permettessero di integrarsi meglio con le convenzioni della società (e quindi tre anni di bugie raccontate anche agli altri perché hey, come poteva essere altrimenti?)… e all’improvviso TUM! la consapevolezza! Fortuna che è una donnina moderna, di quelle che hanno le palle in dotazione alla nascita, se no mi sa che starebbe ancora là a strapparsi i capelli, a darsi della stupida e a prendersi a pugni in faccia da sola per aver sprecato tanto tempo. (no, non è molto altruista, delle bugie dette agli altri al momento non gliene può fregar di meno…) Beh. Diciamo che fa male. Ma un male bestia proprio, venire a patti con le bugie che ci raccontiamo da soli. E fa male non tanto perchè ci siamo traditi da soli, abbiamo tradito la parte più vera di noi, quella che in genere sa indicarci il miglior cammino da prendere, ma perché abbiamo tradito sogni e speranze e desideri che all’inizio erano il nostro faro e che abbiamo spento da soli. Beh, la cosa positiva è che, per quanto ci possiamo essere arenati e per quante cozze ormai ancorino la nostra nave alla terra ferma, riprendere la navigazione è sempre possibile. Si farà un po’ di fatica, bisognerà dare qualche spiegazione, ma alla fine la nostra rotta sarà di nuovo a portata di mano (e se tutto va per il verso giusto avremo anche il vento in poppa, così recupereremo prima il tempo perso!) Vai Lara, ora che lo sai… buon viaggio a te!

E a tutti coloro che mi hanno raccontato palle… “hey, dico a te, colossale cogl—e! solo perchè non ti ho detto che sapevo che stavi mentendo non significa che io non lo sapessi… significa solo che quando ho finto di crederti stavo mentendo. Perchè mi spiace ma è così: se serve mento sapendo di mentire e onestamente lo ametto! Peace and love (sul serio!)”

Annunci

3 pensieri riguardo “Giorno 18

  1. Cosa vissuta anch’io da poco….io non dico “sono sincera” Dico di me e solo il tempo restituirà la mia schiettezza a chi crede in me😁😍

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...