Pubblicato in: avventure di una scrittrice

Giorno 28

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Quindi, ieri mi sono presa il day off (e ci voleva proprio dico io!) Però se ti prendi una giornata di pausa per mettere il naso fuori, confrontarti con gli altri e scambiare quattro chiacchiere è pressochè inevitabile sentirsi rivolgere domande tipo “cosa stai facendo?” e simili. A quel punto un accenno al fatto che ti sei presa del tempo per dedicarti alla scrittura di un romanzo ci sta. Come ci sta la domanda che segue la tua affermazione: “ma è per te o vuoi farlo leggere? e come fai?”

Whops! E ora che ti dico? Ok, il diario lo scrivo per me, se mi metto sotto a digitare parole come un’ossessa per tutto il santo giorno non è che poi ho intenzione di mettere tutto sotto chiave in quel fantastico cassetto, ovvio che se credo alla storia una possibilità gliela voglio pur dare. Però… non chiedetemi che farò una volta deciso che no, è inutile continuare a rimetterci le mani. Cercherò di proporlo in giro, è scontato. Incrocerò le dita sperando che qualcuno lo legga e di ricevere un qualche feedback (fosse anche una valanga di critiche, soprattutto se costruttive, benvenute anche a loro!)… Però le idee più chiare di così io onestamente non le ho. Non mi sono fatta una lista di editori, non ho fatto una classifica di quelli più papabili, non mi sono messa a scartabellare titoli per capire chi potrebbe essere interessato ai miei personaggi e alle loro vicende. Lo farò, a tempo debito. Quando sarò pronta a vederli andare via e camminare da soli. Ma non ora. Ora mi godo il mio viaggio. Perchè alla fin fine mi piace vivere giorno per giorno. Mi piace sapere che non ho scolpito le mie decisioni su nessuna pietra, che posso pensare qualcosa e il giorno dopo pensare qualcos’altro di completamente opposto. E’ un cammino. La vita, scrivere, innamorarsi, scoprirsi… E’ tutto un viaggio e tu puoi anche aver imparato la mappa a memoria e sapere perfettamente quanti passi farai e quante saranno le soste per riprendere fiato e reidratarti… Ma non puoi mai sapere se arrivata ad un bivio l’altro sentiero, quello che guardandolo in google map avevi scartato, in realtà non ti apparirà più promettente. Non sai se un albero in mezzo al sentiero ti obbligherà a una deviazione. Non sai se a metà strada sarai sorpresa da una bufera di neve che ti obbligherà a tornare più a valle e a restarci per un po’.

Non lo sai.

Non lo puoi sapere.

Ed è proprio l’aspetto più intrigante della vita. Certo, sai che se prendi una decisione poi farai i conti con le conseguenze, sai che ti stai dando una qualche direzione e che poi o proseguirai per quella strada o perderai del tempo per tornare indietro. Ma un quadro completo, un ‘a priori’, non c’è mai. Non ci può essere. Per quanto ci sforziamo di pianificare ogni cosa nel migliore e più dettagliato modo possibile.

E allora sì, preferisco fare un passo alla volta concentrandomi su quello che sto facendo. (E se faccio cazzate… il tempo per i rimpianti arriverà però hey, che ricordi ho accumulato! vedi che un giorno ne avrò da raccontare ai nipotini…) E lo stesso vale per i miei personaggi. Vanno, avanzano, vivono. E quando si rendono conto che non stanno più vivendo ma solo esistendo ecco che si prefiggono mete più ambiziose. Alzano il livello dell’asticella per non rischiare di restare impantanati nella palude della mediocrità. In questo ci assomigliamo davvero tanto: amiamo le sfide e più sono ambiziose più ci ispirano. Non ci piace stare fermi in uno status quo, per quanto sia comodo e rassicurante e rilassante.

Quindi no. Nessun piano certo per il futuro, nessun disegno preciso per questo romanzo. E andiamo, sono appena alla seconda stesura in fin dei conti, sono ancora troppo impegnata ad alzare l’assicella della qualità della storia per perdere tempo a fantasticare e a fasciarmi la testa anche per la ricerca di un editore.

Quindi a chi mi chiede che ne farò tutto quello che mi sento di dire è: non so che decisioni prenderò in futuro. Al momento sono concentrata nello scrivere nel migliore dei modi i frammenti delle vite dei miei personaggi che ho scelto di narrare. Ed è per me un piacere e una gioia. E il tutto è così intenso che per il momento è pure troppo. Quindi… se ‘del doman non v’è certezza’… mi godo il mio oggi.

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