Pubblicato in: avventure di una scrittrice

Giorno 33

18386558_10155290305119763_219076019_nCredo di essere l’unica persona in grado di dire, il 27 maggio, di aver salutato l’estate… Eh già, sto preparando la valigia, sistemando l’appartamentino dove sono stata in queste cinque settimane e nel pomeriggio me ne sono andata a salutare il mio mare. In effetti, per quanto lo adori, non mi fa impazzire in stagione: già adesso, con i primi giorni di sole, c’è troppa gente per i miei gusti: non ci riesci a parlare in santa pace. Che dire poi del fatto che te ne stai tranquillamente là a leggere lo stampato della terza versione del tuo romanzo e la bimba di turno ti corre accanto inondandoti di sabbia dalla testa all’asciugamano???

No, mi sa che sono drammaticamente una solitaria! Sto bene nel mio silenzio e nei rumori che scelgo di avere attorno. C’è qualcosa di sbagliato? Spero di no, comunque non lo credo. La verità è che mi piace parlare con me stessa (anche litigare con me stessa, a voi non capita mai di non capirvi o fraintendervi? a me sì! “Ale, ma ieri hai detto…” “Beh, Ale, oggi ho cambiato idea…”)

Comunque, la tristezza inizia a bussare alla porta. E’ la consapevolezza di salutare un vecchio amico che ti ha fatto compagnia a lungo, che ti ha donato tranquillità ed ispirazione. E mi chiedo quando diamine sono passate queste settimane, ma non sono arrivata qui solo ieri???

Che vi posso dire, la fine delle “vacanze” mi ha sempre fatto quest’effetto: non vi dico che pianti che mi sono fatta da bimba… ma in effetti una lacrimuccia mi scende sempre quando lascio un luogo dove, anche se per poco tempo, sono stata bene. Praticamente l’unica volta che non ho pianto è stato lo scorso gennaio rientrando dalla Francia (ho visitato la Provenza e la Camargue). Posti bellissimi, non dico di no, Avignone poì mi ha donato forti emozioni. Però che vi posso dire: sono luoghi che non mi hanno “parlato”… in compenso quando al ritorno abbiamo fatto sosta a Ventimiglia… ah!!! Respirare a pieni polmoni e sentirsi vivi…

Comunque pensavo che sì, nonostante abbia trascorso la maggior parte del tempo incollata al mio Mac, per me davvero si è trattato di una vacanza. Una lunga pausa assieme a persone (ok, i miei personaggi… ma per me sono persone, di più, amici!) con cui ho legato tantissimo. E mi sono emozionata tanto! E come da ogni viaggio che si rispetti torno a casa arricchita.

E’ questo che intendo quando dico che non importa quali sacrifici comporta, tutti dovremmo avere il coraggio di inseguire i nostri sogni e far di tutto per riuscire ad avere il lavoro dei nostri desideri, quello che ci completa. E lo so, la maggior parte delle persone pensa che c’è la crisi, che non è possibile, che bisogna accontentarsi, che bisogna essere realisti. Beh, sapete che c’è? Io non la vedo così! Io penso che vale la pena lottare per la propria felicità. Credete che sia sempre semplice per me? Non credo proprio! Ingoio l’orgoglio, abbasso la testa, rinuncio a idee fantasmagoriche perché non sono adatte in un contesto italiano, e rischio, rischio tanto. E mi spacco le ossa e mi faccio un male bestia. Ho conosciuto persone pessime, ma davvero terribili, in ambito lavorativo. Che mi hanno risucchiato tutto, a partire dall’anima. Ma la verità è che per quanti periodi neri puoi attraversare se c’è quella luce in lontananza che ti guida in un modo o nell’altro trovi la forza per ricominciare a volare. E c’è anche chi dice che sono fortunata perchè nei momenti più duri ho chi mi sostiene. Beh… è un “lavoro a tempo pieno” anche tenere simili fantastiche persone al tuo fianco. La famiglia, gli amici… non c’è nulla di scontato, tutto richiede dedizione, impegno, qualche compromesso, molto buon senso (io su questo sono fortunata, non ne ho poi molto ma suppliscono gli altri… io poi ricambio come posso!)

Comunque sono felice di avere questa cocciutaggine che non mi permette mai di mollare, questa fede incrollabile nel potere della scrittura (sia per un film o sia per la carta non cambia) e spero, spero davvero, che sempre più persone trovino la loro strada, quella che fa apparire superabile anche l’ostacolo più arduo perché la verità è che l’amore vero, che non è solo quello per il partner ma anche per il proprio lavoro, offre un coraggio e una forza come nient’altro ti può dare.

E quindi via… si continua il volo! Il mio mare… beh, quello me lo porto sempre nel cuore!

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8 pensieri riguardo “Giorno 33

  1. Mi fa sempre sorridere chi parla del proprio computer come del Mac o della racchetta da tennis babolat. Per il resto condivido la tua passione per il mare anche in piena stagione. Purtroppo vivo in città. Ciao, buona fortuna per il tuo scritto.

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    1. Beh, in modo informale lo chiamo “Melina”, però non mi sembrava corretto far conoscere il suo vezzeggiativo senza la sua autorizzazione 😉 (computer è troppo lungo e io sono a favore delle abbreviazioni del nome, Com non mi piace. Pc… e se non è un pc perché devo chiamarlo con un nome non suo? Se poi ha crisi d’identità e non mi riconosce più i programmi dell’Apple sai che casino!) Io amerei il mare anche in piena stagione… se fossi su un’isola semideserta! Giusto stamattina prima di partire, alle 6.45, volevo dare un saluto alle onde: non riuscivo a sentirle perché c’era una coppietta che continuava a parlare e poi è arrivata la classica che deve fare mille foto con il cell… no, grazie, preferisco di gran lunga bardarmi e godermi il nostro dialogo 🙂

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    2. PS: comunque sorridevo anch’io… poi ho abbandonato il Pc (il suo nome era Picino) per il Mac (e non tornerei indietro, visto che mi trovo molto meglio soprattutto quando si tratta di montaggi video) … e ho capito mooolte cose!

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