Pubblicato in: avventure di una scrittrice

Giorno 43

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Alla fine, incredibile ma vero, nonostante il periodo mega incasinato sono riuscita a fare gli ultimi aggiustamenti al romanzo. Ok, c’è, la storia fila, i dialoghi possono andare, i personaggi sono dettagliati, le descrizioni danno un’idea generale ma senza ammorbare, il ritmo mi sembra valido con i suoi cambi di velocità… Direi che ufficialmente posso mettere il manoscritto a macerare per un po’ in un angolo della mia testa prima di riprenderlo in mano a mente fredda…

Peccato solo che ora… mi tocca! Argh!!! Io ho seeeri problemi di sintesi quindi vi lascio immaginare il mio rapporto con la sinossi… solo al pensiero percepisco l’allergia galoppare allegramente verso di me… Non è che non ho le idee chiare, la fabula la conosco a menadito, posso descrivere puntualmente i personaggi con pochi aggettivi, per le locations bastano praticamente i nomi tanto sono evocative… Però… però di mezzo c’è anche l’inghippo che sono abituata a scrivere soggetti per film, a mettere in risalto scene forti, a comunicare più creando immagini che non sintetizzando un’intera storia…

Insomma, avrete capito che al solo pensiero mi prende alquanto male quindi ho pensato bene di concentrarmi su qualcosa più creativo e simpatico… la copertina!!! Oh, dai, ho appena finito un manoscritto, e lasciatemi sognare per un po’ in pace! Ok, si dice che un libro non va giudicato dalla copertina ma sfido chiunque a dire che questa non ha alcun valore! Alla fine è un po’ come un trailer o la locandina di un film: con me funziona qualcosa che sia evocativo, che mi cattura l’attenzione. Possibilmente minimal.

Anche il mio ghostwriter è un po’ così: quando deve acquistare dei dischi, se non parte già con le idee ben chiare ma vuole semplicemente sperimentare qualcosa di nuovo, si lascia contagiare dai titoli dell’album e delle canzoni, dalle immagini riprodotte, dal nome della band. In questo momento, se dovessi fare io una bozza, starei molto sul minimal: pochi tratti simbolici su sfondo neutro e… beh, a dirla tutta non ci scriverei proprio nulla. Il titolo… uno se vuole lo scopre all’interno! (Sì, lo so… sono strana forte!)

E’ buffo perché proprio in questi giorni sto leggendo la biografia di Steve Jobs e lui ha sempre avuto proprio quest’ossessione per un design minimal. E una cura dei dettagli a dir poco morbosa, con anche tutto quello che non si vede curato fin nel dettaglio e “stiloso”. Ok, una persona con un carattere come il suo probabilmente è meglio se non la incontro perché ci salteremmo alla gola in 5 secondi netti, però devo ammettere che… wow! non c’è nulla nella vita che mi ecciti di più di una testa che funziona strabene! E la sua… beh… non servono commenti!

Comunque, tornando alla copertina… per me è importante. Certo, poi puoi trovare un capolavoro impachettato dentro carta di giornale e copertine stratosferiche che quando leggi la delusione di libro che proteggono ti chiedi che c’entrano… Però credo che questo faccia parte anche dell’onestà dell’editore e dell’autore. E’ un po’ come con i trailer, no? Quante volte capita di decidere di andare a vedere un film perché quel minuto e mezzo di filmato ti ha lasciato con la bava alla bocca e poi scopri che quel minuto e mezzo era praticamente tutto quello che valeva la pena di vedere? (Giuro… quando succede davvero mi vengono istinti omicida…)

E comunque per le persone è la stessa cosa. Direte l’apparenza non conta, non giudicare una persona per come appare, l’abito non fa il monaco… Tutto giusto, tutto vero… in parte. Perché la stessa onestà che dovrebbero dimostrare un editore (o un produttore) sarebbe carino se la mostrassimo tutti quanti noi. Perché dovremmo tirarci/truccarci/doparci/etc etc quando i nostri pensieri sono sciatti? Se “mens sana in corpore sano”… perchè questa salute non traspare anche attraverso quello che indossiamo, gli accessori (una certezza su di me: mai senza orologio!), come portiamo i capelli… No, non voglio dire che dobbiamo uscire di casa come se stessimo andando ad una sfilata di moda (in questo caso non dovrei mettere il naso fuori di casa praticamente mai!) Dico che beh… io sono un’estimatrice del cervello e dell’anima e del cuore ma viviamo pur sempre in un mondo fisico e con questo ci dobbiamo rapportare. Quindi beh… forse non dovremmo fingere di essere quello che non siamo, in nessun modo. Sì, lo so… a metterla così viene subito voglia di carnevale per poter indossare una maschera in santa pace! 😉

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9 pensieri riguardo “Giorno 43

  1. La Sinossi!!! Non so cosa conti di più se una buona sinossi o una buona copertina. Fra le due comunque anche io comincerei dalla copertina. Spero che il tuo blog non si chiuda domani…

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    1. Purtroppo temo che a un eventuale editore interessi di più la sinossi (quanto apprezzo quelli che chiedono di inviare il primo capitolo e poi nel caso ti chiedono il resto!)… però che ci posso fare? La copertina è più divertente! 😉 (No, al momento la chiusura non è in vista… dopodomani mi verrà l’ispirazione per il seguito del blog, aspettando l’idea per un altro progetto da 45 giorni!)

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    1. 😀 spero di aver scritto un po’ meglio il libro! 😉 devo dire che mi piace scrivere questo blog… è davvero lasciar correre le dita sulla tastiera mentre i pensieri scorrono senza censura nè ragionamenti! 😉 Bacio grande!

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