Pubblicato in: avventure di una scrittrice

Giorno 3

18190793_10155197100159763_2095711983_nSe tutto questo (il mio scrivere un libro e raccontarne in un blog i progressi) invece che un tratto della mia vita fosse un film probabilmente questi post racconterebbero le avventure di una ragazza in una località turistica che, dopo aver fatto un po’ di fatica ad ambientarsi, viene travolta da un grande amore che in qualche modo si rispecchierebbe nelle pagine del libro che sta scrivendo.

Purtroppo per voi… io me ne sto barricata in casa per la maggior parte del tempo (e comunque sia non siamo ancora in stagione quindi il paese è pressochè deserto!) e al massimo vado a farmi una passeggiata in spiaggia (dove l’unica altra presenza è quella del fantasma della broncopolmonite visto il vento che tira…) Quindi, niente amori nè avventure travolgenti per me. Ma tanto, tanto tempo con i miei personaggi. Già, perchè per me sono incredibilmente reali, ci faccio delle grandi chiacchierate e loro vengono a trovarmi ogni volta che gli gira. Il bello di questa storia è che il mio protagonista è un sassofonista. Il che significa che, invece di essere “perseguitata” da gangster, tipi strani, folli con il cappello, ballerine, travestiti, nerd e quant’altro (tutti personaggi di soggetti o sceneggiature che ho scritto in passato) questa volta mi godo un sacco di buona musica e infinite serenate a ogni ora del giorno e della notte. 

Ed ammetto che tutto questo è estremamente rilassante ed eccitante al tempo stesso. Primo perchè è dannatamente bravo con il sax e poi mi fa conoscere dei brani che mi mandano completamente via di testa per quanto sono intensi. E forse un po’ fuori lo sono pure ma che ci posso fare se alla mia età ancora ho degli amici immaginari che sono la fine del mondo? 

Comunque sia, è affascinante tutto questo. Eccitante vedere quanta passione c’è ancora in lui, quanta energia nonostante l’età (piccolo spoiler: il protagonista non è proprio un ragazzetto, ecco…) E tutto questo non può non farmi pensare al valore della musica nella vita. Viviamo costantemente a ritmo. Anche solo del nostro cuore. Citando Dirty Dancing: “Tu-tum. Tu-tum. Tu-tum…” Siamo in perenne connessione con questo battito che per noi è assolutamente tutto, è imprescindibile, fondamentale. E che poi è lo stesso battito dei tamburi tribali, lo stesso ritmo di infinite cerimonie indigene. Poi ci abbiamo messo sopra le note, altri strumenti, voci… Ma alla base c’è quel respiro che sembra arrivare dalla Terra e che ci porta avanti, ancora e ancora. Ci porta a raggiungere l’estasi così come ci accompagna al lavoro mentre in auto ascoltiamo la radio.

Sì, credo che la musica accompagni le nostre vite e in qualche modo molte canzoni sono messaggi che dobbiamo solo decifrare. Non so se a voi è mai capitato ma io ho fatto questa prova una volta: premesso che se vado a fare una passeggiata indosso inesorabilmente gli auricolari, una volta ho selezionato un gruppo di canzoni (tutte della band di un mio carissimo amico) e ogni volta che uscivo avviavo in modo casuale. Puntualmente, giorno dopo giorno, la prima canzone che mi trovavo ad ascoltare aveva un messaggio speciale tutto per me. Certo, bisogna fare attenzione al testo e accettare anche quell’idea che proprio non ci piace, ma ogni giorno si trattava, in qualche modo, del messaggio giusto, di quello che avevo bisogno di sentirmi dire o semplicemente di ricordare. Affascinante nella sua semplicità, no?

Beh, nulla… volevo solo dirvi che al momento la mia vita è ricca di fantastiche melodie e spero sia lo stesso per voi!

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Pubblicato in: avventure di una scrittrice

Giorno 1

18058104_10155191425034763_8065439627656136122_nE così ci siamo: il domani è oggi e come da programma mi sono passata un’interessante giornata in compagnia del mio computer. Il bello d’iniziare a scrivere quand’è il momento giusto (non prima, quando la storia non è pronta a sgorgare, non dopo, quando la stessa storia è ormai un fiore appassito) è che si evita il terribile blocco dello scrittore. Voglio dire: le scene le hai già in testa, il percorso dei tuoi personaggi pure. Certo, poi capiterà che ti spingano a scegliere per loro strade diverse ma intanto hanno un luogo, una situazione da cui partire. E tutto è più semplice. Le parole zampillano, passano dalla tua testa allo schermo. E’ facile, è divertente, è gioioso.

Fatto sta che oggi la scrittura è andata bene e così mi sono premiata con una lunga passeggiata (ok, anche con una pizza, ma è la passeggiata il punto su cui voglio focalizzarmi ora!). E cos’è il camminare in riva al mare o aggirarsi per un porto se non una forma di meditazione? E come fai a non imbatterti in coppie di ogni età senza pensare all’amore? E così, mentre incrociavo adolescenti, non più adolescenti, furono una volta adolescenti di tutti i tipi, chi tenendosi per mano, chi procedendo abbracciato, chi scambiando occhiate di una complicità data solo dal tempo, mi sono chiesta dov’è l’amore nel libro che sto scrivendo. E mi sono resa conto che è ovunque. Non perchè sia una storia romantica, tutt’altro. Ma perchè è una storia che parla di amore in tutte le sue forme, in tutte le sue sfumature. Non credo, ora come ora, che sarei in grado di scrivere di un amore travolgente, di quelli che a prima vista ti manda subito via di testa e che ti fa battere il cuore talmente forte da temere un imminente infarto. Di quelli che perdi fame, sonno, lucidità e forza di gravità. Non sarei in grado perchè non saprei di cosa sto parlando: dovrei creare un puzzle con ricordi di film visti e di libri letti e di emozioni percepite negli sguardi di altre persone. Però so cosa significa amare follemente qualcosa, e amare totalmente qualcuno ma non in modo romantico. E allora sì, la mia storia è carica d’amore, fuoriesce ovunque. Assieme al non-amore. All’amore non ricambiato. All’amore che ormai è stato disilluso e tradito e rinnegato. E all’amore per se stessi, che è la forma più pura e originale e più difficile da percepire. Ma è da dove tutto sgorga. E senza questa forma non ci può essere amore. Ed è anche l’unica forma riguardo alla quale non puoi mentire. Perchè è facile dire “amo”. E’ una bugia che puoi raccontare quotidianamente. Ma dire “mi amo”… quella è una bugia a cui non crederai se non è quello che realmente provi.

La musica ti salva la vita. Ma te la può anche fottere. Dipende da te, da quanto ti fai amare da lei.

Pubblicato in: avventure di una scrittrice

Pronta a spiegare le ali

17991781_10155188174299763_9166057669501077356_nCi siamo, domani è il gran giorno… Domani non ci sono altri futuri da attendere, altri pensieri da selezionare, altre idee da considerare. Domani è il giorno 1. Domani è il giorno in cui si spicca il volo, si salpa dal porto, s’inizia a correre allo sparo dello starter. Domani… che pensiero stupendo e terrificante allo stesso tempo. Domani… il giorno in cui tutto ha inizio…