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Lettera a un uomo (giorno 45)

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LETTERA A UN UOMO

Puoi amare una donna, puoi amarne due, puoi amarle tutte. Oppure puoi amare un uomo o un dio per venerare il quale segui la strada della castità o ancora, più semplicemente, amare solo te stesso. Non importa chi, come, quando… se dentro di te senti quel sentimento, seguilo. Ma fallo a modo tuo. Non amare come ti hanno insegnato nei film o nei libri o amici più esperti. Non corteggiare con frasi e gesti non tuoi. Non mascherarti, non fingere, non illudere la persona che ami. Mostrati per come sei, fin dal primo momento, perchè la maschera prima o poi cadrà, o diverrà troppo pesante da portare, e a quel punto tutto quello che avevi costruito svanirà come i fantasmi notturni alle prime luci dell’alba.

Fa’ tua questa regola, quella di essere sempre te stesso, in ogni campo. Non inventare un personaggio perfetto e intrigante, perchè in realtà nessuno ama le persone troppo perfette: sono inarrivabili e costruite e fredde e respingenti. Sii fiero delle tue mancanze, dei tuoi fallimenti, dell’auto scassata parcheggiata in strada e di quel paio di chili in più dati dalla birra e che testimoniano delle tue serate tranquille in compagnia degli amici. Mostrati per quello che sei cercando di migliorarti ogni giorno, cercando d’imparare, di scoprire, di sperimentare qualcosa di nuovo, perchè nulla attrae di più di una persona che non si lascia ingabbiare dai suoi allori.

Trova i tuoi miti, impara da loro, ma non seguire passo per passo le loro scelte e le loro azioni. Pensa con la tua testa, senza farti irretire dalle opinioni altrui. Tieni in allenamento il cervello, perchè se un giorno dovessi perdere tutto, sarà solo su di lui che potrai fare affidamento. Ma non lasciarlo parlare sopra i messaggi del cuore, sopra l’istinto, sopra quello che ti sussurra il vento: la mente mente e quello che ti convinci essere il percorso migliore, in base ai tuoi ragionamenti, potrebbe rivelarsi un sentiero tanto sicuro quanto noioso, uno di quelli in cui non vorresti ritrovarti a camminare neanche a novant’anni e armato di bastone.

Concediti di cambiare idea e cambia tu stesso. Nessuno può rimanere immobile nelle sue convinzioni tutta la vita, a meno che non sia morto dentro. L’esperienza, la saggezza, le lezioni apprese ti porteranno a cercare qualcosa di nuovo, di diverso, di migliore per te. Perderai persone per strada e dopo il primo momento di sconforto ti renderai conto di quanto si sia alleggerita la tua vita. Di quanto spazio ci sia da riempire con nuovi incontri. Gli amici vanno e vengono. Ce ne sarà qualcuno che resterà con te per tutta la vita ma non prendertela se qualcun altro si allontanerà da te: impara semplicemente ad apprezzare la loro capacità di cambiamento. Forse le vostre strade si incroceranno ancora e allora avrete molto di più su cui confrontarvi, molto di più per aiutarvi a crescere a vicenda, per spalancarvi l’un l’altro la mente e l’orizzonte.

Non promettere nulla per sempre perchè il sempre a volte dura solo qualche secondo. Anzi, non promettere nulla a nessuno, forse neppure a te stesso perchè non sai chi sarai domani e se quella promessa ti aiuterà o piuttosto ti diventerà un intralcio, un laccio che lentamente ti soffoca l’anima. Soprattutto, non giurare amore eterno. Perchè l’amore è un sentimento che vive e cambia e si trasforma e quella che oggi è una passione travolgente, è il tuo stesso battito del cuore, il tuo stesso respiro, domani potrebbe assumere le sembianze di una splendida amicizia. E se prometti e non puoi mantenere la tua parola, non utilizzare mai un addio come saluto. Perchè quelle semplici cinque lettere sono le più terribili che si possano pronunciare. Sono un rinnegare un’esperienza vissuta con tutto te stesso, sono un negare che ci sia mai stato del sentimento, sono una pistola carica puntata al cuore di chi, fino a ieri, era la tua ragione di vita. No, non pronunciare mai la parola addio, perchè è la ferita più grande che tu possa infliggere e la parola di cui più ti pentirai. Perchè quella persona con cui tanto hai condiviso, che era il tuo confidente, la tua spalla, il tuo compagno di baldoria e di tristezza, ormai ti scorre nelle vene e non potrai mai cancellarla definitivamente dalla tua vita. Piuttosto, rinengare quello che siete stati è come rinnegare un parte di te.

Sii onesto. A nessuno piace scoprire di essere l’amante o l’amico di una persona che non è completamente sincera, di una persona che non ha il coraggio dei suoi pensieri e delle sue azioni. Certo, a volte la tua sincerità esigerà un prezzo alto da pagare ma, puoi esserne certo, ne varrà sempre la pena. Perchè una persona vera è sempre degna di fede, varrà sempre la pena averla accanto, anche se a volte sa ferire come poche altre. Non fingerti migliore, diverso o comunque chi non sei perchè arriverà il giorno in cui dovrai fare i conti con la solitudine che l’essere stato scoperto ti porterà come premio. Ma se anche dovesse arrivare quel giorno, non scegliere come migliore amico una bottiglia di Jack o una qualche altra fuga dalla realtà: affrontala, scusati, riappropriati della tua vita.

Rispetta le persone che ti attorniano, che siano quelle che tengono pulite le strade o quelle che ti stirano la tua camicia preferita. Rispettale e onorale perchè chiunque incroci o con chiunque vivi può avere in serbo quella parola o quel sorriso che ti rallegrerà quando più ne avrai bisogno. Saranno loro ad accendere una luce quando credi che il sole non tornerà più a sorgere. E non tradirle. Non tradire loro e, ancora più importante, non tradire te stesso. La vita ti chiederà sempre il conto di questi tradimenti e non sarà mai a buon mercato.

Emozionati, anche e soprattutto per le piccole cose. Non importa che suscitino un sorriso o una lacrima, lascia che quel brivido ti attraversi e ti faccia sentire vivo. E respira, respira a fondo questa vita e vivila fino in fondo e creala come più ti fa sentire a tuo agio perchè ricorda, il potere di farlo è nelle tue mani. E ama. Ama fino in fondo, ama anche quando rischia di far male. E ancora di più, lasciati amare. Perchè dare e dichiarare amore sottintende una superiorità, una richiesta di avere qualcosa in cambio, ma accettare l’amore che ti viene donato senza che nulla ti venga richiesto in cambio è divino. Ricorda che chi ti ama, ti ama davvero, vuole solo il meglio per te, anche se questo equivale a lasciarti andare, lasciarti libero, lasciarti sbagliare. Quindi non chiudere mai il tuo cuore, per paura, perchè in passato è stato ferito, perchè una volta qualcuno l’ha mandato in mille pezzi. Ricorda, un cuore continua a battere anche quando viene ridotto in frammenti. Lascia libero il tuo, donalo, accetta che qualcuno se ne prenda cura e se alla fine dei tuoi giorni potrai dire di aver conosciuto il vero amore, di averlo accettato, di averlo imparato, di averlo vissuto, sorridi, perchè significa che la tua è stata una vita degna.

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Lettera a una donna (giorno 44)

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Non importa quale sia il colore della tua pelle, nè quanto liscia sia. Puoi avere tutte le tue esperienze tatuate in faccia o le lentiggini rimaste dall’adolescenza da cui ancora non sei del tutto uscita. Puoi avere i segni della gravidanza o di quell’intervento che ti ha impedito di diventare madre iscritti sul tuo addome. Puoi arrivare all’ultimo scaffale senza neanche bisogno di metterti in punta di piedi o puoi aver bisogno di salire su una sedia per aprire una finestra. Puoi avere i capelli del tuo colore o aver dimenticato il colore dei tuoi capelli. Non importa come sei, come ti appari quando incroci uno specchio, come ti guardano quando cammini per strada. Non importa neanche se quando cammini per strada si voltano dall’altra parte. Tu sei bella. Tu sei bellissima. Con i chili in più e quelli in meno, con la falcata da modella o il passo traballante, con gli occhiali o il volto scoperto, con le labbra accartocciate o stese in un sorriso. Sei bella, sei unica e sei semplicemente te stessa.

Potrai essere più o meno intelligente e spiritosa e ironica e determinata e combattiva e debole e insicura e romantica e sognatrice e avventurosa e curiosa e stonata e istrionica e coinvolgente e timida e carismatica e fantasiosa e colta e… E in ogni caso sei perfetta, così come sei. Puoi essere un’insegnante, una casalinga, un alto dirigente, un artista, una studentessa, una disoccupata, una giornalista, una contadina, un’operatrice sanitaria, un rettore universitario… Tu sei tu, perfettamente e semplicemente. E puoi restare chi sei o puoi sognare di diventare chi vuoi sapendo che, in ogni caso, andrà bene. Andrà bene finchè la tua strada sarà quella che sceglierai tu, senza imposizioni, senza farti piegare da chi ti dice che non sei abbastanza per. Perchè i tuoi sogni sono alla tua portata e le vette più alte si trasformano in semplici colli quando decidi che raggiungerai la tua meta.

Non esistono giudizi, non esistono critiche, non esistono neppure elogi. Nessuno può appesantire le tue scarpe e nessuno può metterti le ali ai piedi. Quello che indosserai, se il mantello pesante della sconfitta o le ali di una fata dipende solo da te, dalle tue scelte. E ti diranno che non potrai scegliere, che la vita è dura, che sei nata nel Paese sbagliato. Ti puniranno se alzerai il capo, ti lanceranno pietre se amerai l’uomo che il tuo cuore ha scelto, abuseranno del tuo corpo e della tua anima se vorrai superare i limiti che hanno imposto. Tu, semplicemente, continua. Vai avanti. Combatti portando amore. Perchè, amica mia, tu sei una donna. E noi donne abbiamo così tanto dentro… siamo come matriosche: faranno di tutto per spezzarci, convinti di rinchiuderci così in una gabbia, ma non sanno che quello che spezzano è solo l’involucro più esterno, il primo di tanti strati. Non sanno che più tenteranno di romperci e più rapidamente noi arriveremo al nostro nucleo, dove tutto è luce, dove tutto è potenza allo stato puro.

Non credere al fato, non attendere la tua dose di fortuna, non esprimere un desiderio per poi sederti in attesa. Nulla nella vita piove dal cielo, nulla ci viene offerto su un piatto d’argento senza che dietro non ci sia un ricatto. Ma allo stesso modo, nulla ci è precluso se vogliamo ottenerlo. A volte sarà un percorso difficile e solitario, a volte ti verrà voglia di tornare indietro e scegliere una strada meno impervia, a volte raggiungerai un’oasi di tranquillità e avrai voglia di fermarti, per sempre. Fermati e ascoltati. Ascolta il fragore della tua anima che ti chiede di andare avanti. Ascolta il battito del tuo cuore eccitato al pensiero dell’avventura che stai vivendo. Ascolta le voci delle nostre ave che hanno combattuto per i nostri diritti, per un mondo più a dimensione di donna. E ascolta anche la voce di Madre Natura che ci racconta come sul suo manto abbiano camminato donne di tutti i tipi, di tutti i caratteri, di tutte le religioni. Alcune l’hanno irrigata con il sangue, altre con le lacrime, altre ancora invocando la pioggia. E noi che siamo qui ora, che ci cibiamo dei suoi frutti, conteniamo in noi tutte queste memorie, tutta quella forza, tutto quel coraggio e sì, anche tutta quella disperazione accumulata nei secoli.

Siamo figlie, madri, mogli, compagne, amiche… ma siamo anche le Imperatrici del nostro mondo, della nostra vita e del nostro corpo. Siamo cresciute sentendoci chiamare principesse o non venendo chiamate affatto se non con il suono di una cinghia pronta a colpirci. Siamo maturate stando sempre in un angolo o scendendo per prime in pista. Siamo quello che siamo ora per aver stretto i denti o aver sempre sorriso alle persone giuste. Noi siamo. E abbiamo diritto di essere. E abbiamo diritto di veder riconosciuto il nostro valore. Riconoscilo, tu per prima. Senti dentro di te il profumo del fiore che sei, pronto a sbocciare e a mostrarti al mondo. O senti come la tua vita, già così lunga e così carica di memorie è come una quercia, possente e con le radici ben conficcate nel terreno.

Non m’importa del colore della tua pelle. Non m’importa della tua età. Non m’importa se ami un uomo o una donna o un animale. Non m’importa se tutti ti conoscono o se tutti ignorano il tuo nome. Non m’importa se segui la moda o l’inventi. Non m’importa se ti senti un’eroina del 1800 o una donna votata al futuro. Non m’importa se parli la mia lingua, preghi il mio Dio, mangi carne o sei vegana.

Ti amo, ti onoro e ti rispetto perchè hai scelto d’incarnarti come donna e di portare nel mondo quell’amore e quell’accoglienza, quel coraggio e quel rispetto, quei sorrisi e quelle lacrime, quei fardelli e quelle speranze che tanto ci contraddistinguono.

Non ti auguro nulla, se non di amarti fino in fondo e mostrarti per quello che sei, con la testa alta, i capelli spettinati dal vento e quel sorriso di chi sa che, qualunque vita sia, la sua vita ha senso.

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Penultimo giorno, poi non ditemi che il tempo non vola! Comunque ho riflettuto a lungo su questi due ultimi post. In genere traggo spunto dalla storia che sto scrivendo ma visto che il libro è ancora in fase di evoluzione nella mia testa e che mi restano solo due giorni, ho pensato di fare una cosa diversa. Visto che comunque (non so ancora in che modo svilupparla, ma il tema resta sempre lo stesso) parlerò di una coppia scoppiata, senza possibilità di ritorno, e visto che tutti noi passiamo attraverso relazioni più o meno appaganti, più o meno durature, ho deciso che scriverò due lettere, in modo da coinvolgere tutti (vogliamo la parità… più equo di così! 😉 )