Pubblicato in: avventure di una scrittrice

Giorno 26

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Ci sono persone che alzano il mento, sbuffano e con aria di totale superiorità intellettuale affermano “Io non credo negli oroscopi.” Se non avessi di meglio da fare con persone talmente piene di sè e della loro idea di avere un intelletto superiore probabilmente mi soffermerei a far notare loro che la luna è responsabile delle maree. Se la luna è in grado di “smuovere le acque” e noi siamo composti al 70% di acqua, pensiamo davvero non possa influenzarci? Ohhh, certo, dubito fortemente che leggere l’oroscopo quotidiano possa darti indicazioni sul giorno esatto in cui comprare il gratta e vinci che darà una svolta alla tua vita o che anticipando di un giorno la solita visita al supermercato incontrerai la tua anima gemella… Tutti abbiamo una nostra storia personale, tutti abbiamo delle ferite e delle convinzioni che ci segnano, tutti percepiamo la vita attraverso una lente che noi stessi abbiamo costruito e modificato (poi ci sono gli esseri illuminati, ma se ne incontrassi uno dubito fortemente che come prima cosa gli chiederei il segno zodiacale…) Detto questo, non metto in discussione l’influenza che i pianeti hanno su di noi. Non è che l’oroscopo debba dirti giorno per giorno cosa fare o cosa assolutamente evitare, ma un oroscopo che si rispetti, che metta in evidenza i movimenti planetari, dovrebbe aiutarci a capire su cosa focalizzarci in quel periodo della nostra vita. Voglio dire, ci sono pianeti così lenti che stazionano in uno stesso segno mesi, anni… non si risolve tutto in una giornata. Insomma, per me l’oroscopo, se percepito nel modo giusto, può aiutarci a capire su cosa focalizzarci maggiormente.

E non è l’unico metodo divinatorio che ha un suo senso. Non mi piace parlare di cose che non conosco, quindi mi limiterò a citare Tarocchi e Rune. Chiariamoci, non è che “li conosca” proprio proprio alla perfezione, ho solo un’infarinatura perchè rientrano nella categoria delle cose che mi affascinano. Parlano di simboli, parlano della vita umana, parlano di noi. Se solo prendiamo gli arcani maggiori ci rendiamo conto che, in un certo senso, sono la scrittura più dettagliata del Viaggio dell’Eroe di Vogler. Chi scrive sa che quel libro è una Bibbia per sceneggiatori, una lettura praticamente obbligata, il classico testo che dovresti tenere sul comodino. Qualcuno si meraviglia che Vogler abbia lavorato alla Disney? Beh, io no, visto che il caro vecchio Walt ha infarcito le sue opere di simboli e intuizioni Cabbalistiche. Io non credo che una stesa di Tarocchio o un tiro di Rune possa dirti le azioni da compiere durante il giorno. Credo che, allo stesso modo dell’oroscopo, possano mostrarti che direzioni prenderà la tua vita se continui per la strada intrapresa. Se il medico ci dice: “continua a mangiarti 2 scatole di cioccolatini al giorno e a seguire il tuo stile alimentare e tra un anno avrai accumulato 15 kg con le conseguenze di salute che sai” noi ci riflettiamo e non neghiamo a priori che il sovrappeso possa provocare danni alle articolazioni, al cuore, etc etc. Ma se una stesa di Tarocchi ci dice che se continuiamo a tirare la coda al gatto questo prima o poi si girerà graffiandoci… beh, l’hanno detto solo i Tarocchi, posso continuare, al gatto mica gireranno le scatole prima o poi…

Insomma… c’è gente che davvero si trova bene nella sua ottusità. E la chiamo ottusità non perchè se io credo una cosa allora questa sia giusta e chi non mi dà retta sbaglia (beh, oddio… che io tenda ad aver sempre ragione è un’altra storia… 😀 ), la chiamo ottusità perchè non puoi giudicare qualcosa che non capisci perchè non l’hai mai provato. E intendiamoci: non faccio affidamento alla smorfia napoletana con i suoi responsi dogmatici. Parlo di qualcosa che dovrebbe aiutarci a guardarci dentro, capirci e conoscerci.

Invece no… i moderni illuminati, che magari poi prendono per vere tutte le fake news che leggono su Facebook, negano a priori tutto ciò. E a me onestamente un po’ spiace per loro. Perchè se ci guardiamo attorno e studiamo un po’ di storia ci rendiamo conto che dalla notte dei tempi tutti i più grandi (e parlo tanto di filosofi che di imperatori, di poeti immortali e perfino del dittatore che più ha creato una ferita incurabile nel XX secolo…) si sono rivolti alle stelle, alla divinazione, alla lettura dei sogni, ai testi sacri… Noi invece ce ne stiamo qui, ancora convinti che “porgere l’altra guancia” indichi che dobbiamo subire ancora e ancora quando ai tempi di Gesù il porgere l’altra guancia era un gesto di ribellione… Ce ne stiamo qui, ignorando noi stessi, rifiutandoci di guardare oltre e parlando male di chi invece ce l’ha fatta… Riteniamo tutto e tutti stupidi perchè si affidano a una qualche dottrina ignorando il fatto che tutti i più grandi, tutti i più potenti della terra, del passato e del presente, è proprio a questo che facevano e fanno ricorso: le dottrine esoteriche, di qualsiasi tipo esse siano.

Viviamo così, nella nostra convinzione di essere migliori perchè non leggiamo l’oroscopo e intanto siamo totalmente inconsapevoli che chi ha avuto la volontà di addentrarsi in quei regni che noi tanto disprezziamo ci controlla attraverso l’uso di simboli. No, non preoccupatevi, non serve che diate ascolto a me. Basta che prendiate una banconota, una qualsiasi e osserviate che disegno c’è impresso. Un Ponte del Diavolo. Ora se siete curiosi googlate questo tipo di ponte e vedete un po’ cosa rappresenta. Il fatto è che il nostro inconscio già lo sa e per questo “rifiuta” quello stesso denaro che è del diavolo, giusto? Ce l’hanno detto per secoli i preti intenti a farsi pagare per una benedizione o per assolverci dai nostri peccati…

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Pubblicato in: avventure di una scrittrice

Giorno 14

18360894_10155231078994763_813432840_nA volte pensiamo che il mistero sia un luogo oscuro da scoprire accendendo una luce. Altre pensiamo sia solo un modo per nascondere trappole in cui cadranno i più creduloni tra noi. La stessa cosa per accade per quello che sembra non avere spiegazioni scientifiche, cause tangibili o osservabili o ricreabili in un laboratorio. Li chiamiamo miracoli o magia. Ecco là, una bella categoria per alleggerirci la coscienza perdonandoci per non avere il coraggio di voler guardare oltre. E’ interessante però notare che con la stessa diffidenza guardiamo alle altre religioni, quelle che non conosciamo e che sono troppo distanti dalla nostra per essere comprensibili e sensate ai nostri occhi. Penso a quelle religioni che prevedono un intero pantheon di divinità (certo, ci meravigliamo perchè a noi è stato insegnato a credere in un unico Dio che è anche trino, e ci stupiamo senza riflettere sul fatto che abbiamo un santo a cui appellarci a seconda di quale sia la nostra categoria sociale/lavorativa/e quant’altro). Ci stupiamo di chi attribuisce un’anima a una pianta scordandoci che ci è stato detto che Dio è onnipresente e rimuovendo anche concetti scentifici come il fatto che tutto è formato da energia. Spalanchiamo gli occhi di fronte a riti tribali quando sappiamo a memoria tutte le formule da recitare durante le nostre messe, lunghi riti infarciti di simboli a cui facciamo ricorso chi tutte le domeniche chi una o due volte l’anno (ottimo modo per incontrare conoscenti con cui scambiare gli auguri a Natale e Pasqua).

Certo, sto semplificando per eccessi ma la verità è che non riesco a togliermi dalla mente lo sguardo perplesso e stupefatto e in parte spaventato del mio ghostwriter la prima volta che si è trovato faccia a faccia con un sistema di credenze completamente diverse da quelle in cui era cresciuto. Dalla sua ha la luce della logica, con cui cerca di illuminare gli anfratti più scuri. Ma a volte è una luce che non è sufficente, che non riesce a dissipare quella parte di fede di cui le religioni sono intrise. Perchè non conta a chi o in cosa crediamo, alla fine quello che davvero è importante è aprire il cuore, affidarci, sentirlo dentro.

E per quello che definiamo magia funziona un po’ nello stesso modo. Cambiamo il mondo attorno cambiando noi stessi credendo nella nostra possibilità di farcela: di raggiungere un obiettivo, di migliorare, di convincere qualcuno della validità delle nostre idee. Facciamo piccole magie quotidiane ogni volta che riusciamo a spingerci un po’ oltre quello che pensiamo di essere. Quando con un sorriso spargiamo un po’ di buon umore attorno a noi. Quando davanti un bimbo accendiamo una luce o fingiamo di rubargli il naso. Magia può essere quella eclatante alla Harry Potter tanto quanto i piccoli miracoli a cui assistiamo ogni giorno: il soufflè che gonfia perfettamente e il telefono che non squilla mai ad orari sbagliati, tanto per dire. Tutto sta nel nostro sguardo, nel saper meravigliarci ancora e nella nostra capacità di credere in qualcosa che non ha spiegazioni. E non è l’attaccamento irrazionale a qualcosa che crediamo in grado di salvarci da noi stessi. Siamo noi stessi, con tutte le risorse che spesso non sappiamo neanche di possedere e che invece sono pronte ad accorrere in nostro soccorso.

Magia, alla fine, è rendersi conto che nulla ci è precluso. Basta che lo vogliamo.

Magica notte a tutti!