Pubblicato in: avventure di una scrittrice

Giorno 15

31562104_10156230649319763_7735762340963942400_nHo iniziato la giornata con un sorriso… seguito da una sonora risata. Già, perchè la prima mail del giorno mi comunicava che è arrivata una nuova selezione ad un festival (in Danimarca a dicembre… io devo iniziare a farmi due conti prima di iscrivere il film… tipo che se il festival è in inverno meglio nell’altro emisfero… così, per dire…). E quando E’ un Cerchio Imperfetto viene selezionato da qualche parte a me la cosa mette sempre di buon umore… La risata… beh, quella è scattata perchè la nomination è come Best Producer… sarà che definitivamente non è il mio ambito… ma da pesciolina con i piedi ad anni luce da terra fa sempre uno strano effetto essere stata in grado di guidare una macchina complessa come la realizzazione di un film. Eppure…

Comunque sia… dopo il brindisi con il caffè (veneta sì… ma ancora con dei limiti riguardo agli orari in cui ingerire alcool!) è stato tempo di rimettersi davanti allo schermo e riaprire il mio caro file. Uhhh… guarda, eccoli tutti là, i miei cari, simpatici, rompiscatole personaggi. Ancora tutti con i loro pregi e difetti, con le loro idee strampalate, con i loro pensieri improbabili… Ho stretto dei bei legami al festival di Caorle e più di qualche nuovo amico già mi manca, ma non posso negare che mi abbia fatto piacere ritrovare queste facce note! In un primo momento ho pensato che avrei ricominciato a scrivere là dove mi ero fermata invece mi sono resa conto che, visti i quattro giorni di stop, potevo prendere la palla al balzo e iniziare rileggendo tutto dall’inizio, tanto ormai la testa l’avevo svuotata abbastanza… Così c’è scappata anche qualche descrizione, qualche piccola sistematina ad un dettaglio qua e là… Insomma, ho ripreso il filo conduttore cercando di liberarlo da qualche piccolo nodo che si era formato e prendendo appunti su cosa sistemare sul serio in seconda stesura…

Già, perchè le “ripetizioni” a questo servono: a capire gli errori, a cercare di dar loro una sistemata, a tagliare il troppo, a rimpolpare il poco… E un po’ è quello che succede anche nella vita. Incappiamo ancora e ancora e ancora in situazioni/incontri/problemi sostanzialmente identici, se non fosse per qualche dettaglio o il nome che cambia, proprio per vedere se questa volta riusciamo a comportarci nella “maniera giusta”, se riusciamo a non incasinarci, se abbiamo capito dall’esperienza precedente o se ci cascheremo come fessi per l’ennesima volta. Affascinante, no? In fin dei conti… E’ un Cerchio Imperfetto! 😉 La vita torna e ti ripropone le stesse esperienze anche se non proprio identiche. Ancora e ancora e ancora fino a quando uno, anche solo per stanchezza, si decide a compiere scelte diverse. Come si dice… se vuoi risultati diversi prova strade diverse… E con la scrittura è la stessa cosa: vuoi un personaggio più isterico? Prova con battute più isterico, azioni più isterico, creazione di scene più isterico…

Comunque sì, c’è tanto da rivedere (mica si fanno seconde, terze, quarte stesure perchè non si sa in che altro modo ammazzare il tempo, del resto…) però per il momento non mi posso lamentare…

E adesso me ne torno là, in quella piccola bolgia creata dai miei personaggi che in questo momento si trovano proprio all’inizio di una situazione di quelle toste, di quelle “o la và o la spacca”… ovviamente, tifiamo per la prima! 😉

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Pubblicato in: avventure di una scrittrice

Giorno 29

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E la seconda stesura è andata… si parte con la terza. E questa va fatta direttamente sul Mac. Sì, lo so, ho le mie strambe abitudini: tanto dopo la prima ho bisogno del cartaceo quanto per la seconda mi trovo meglio direttamente sullo schermo. Non lo so, forse è perché dopo la prima ho bisogno di farmi determinate note mentre con la terza m’importa di più della scorrevolezza dell’insieme e quindi evito il ‘prendi-smolla la matita’. Comunque sia, continuo ad essere soddisfatta di come sta procedendo il tutto. E l’aspetto migliore è che l’ispirazione non mi molla un secondo. Anche mentre, ad esempio, faccio cose noiose come lavare i piatti c’è sempre il cervello che va a mille, che accumula riflessioni, che lavora per rendere il tutto più omogeneo, per renderlo fruibile.

E da un certo punto di vista la fatica è talmente nulla che mi sembra che questo romanzo si stia scrivendo da solo. L’unica cosa che mi fa capire che è opera mia sono le ore di sonno da recuperare che continuano a sommarsi… Poco male, mi farò una mega dormita il 46esimo giorno! 😉

Quindi, a che punto siamo? Siamo al punto che si correggono i piccoli errori, si cerca di risolvere le imperfezioni, si aggiunge una piccola sfumatura qua e un’ombreggiatura là, si rende più “parlato” qualche dialogo, più pregnante qualche atmosfera.

Mi affascina il processo della riscrittura perché è come quando guardi un quadro in giorni diversi con stati d’animo diversi e ogni volta ci noti qualcosa di nuovo, qualche dettaglio, qualche pennellata che a una prima visione ti era sfuggita.

E’ un po’ come quando scartabelli tra i tuoi ricordi e ti accorgi di qualcosa a cui prima non avevi fatto attenzione, ripensi alle tue parole e ti vengono in mente risposte alternative rispetto a quelle che hai dato, ripensi alle parole dell’altro e ti rendi conto che forse non hai capito esattamente quello che intendeva, non hai afferrato il sottotesto. E ti rendi conto di quanto a volte viviamo superficialmente, di quanto galleggiamo sulle nostre impressioni senza andare oltre, senza percepire le emozioni di chi ci sta di fronte.

Con un libro è facile mettere ordine in quel tutto, con i ricordi… beh, a volte è un processo doloroso perché inizia l’autocritica, inizia quel pensiero “e se invece avessi reagito in modo divero?”… e difficilmente riesci a non crearti scenari alternativi. E’ difficile non pensare a come la tua vita potrebbe essere diversa in questo momento. Se ti fossi proposta in modo alternativo a quel colloquio magari l’esito sarebbe stato un altro e ora saresti impegnata a fare tutt’altro, se avessi lasciato che quella persona spiegasse le sue ragioni magari adesso vivresti una bella amicizia, se avessi prestato ascolto a quel professore invece di reputarlo terribilmente pesante magari le tue scelte sarebbero state influenzate dal suo punto di vista e tu avresti intrapreso tutt’altra strada…

Insomma, se ci pensiamo un attimo e ci soffermiamo a rivivere il nostro passato potremmo inventare tutti innumerevoli scenari alternativi per la nostra vita. Alcuni divertenti, alcuni noiosi, altri totalmente assurdi e qualcuno sicuramente che rasenta il limite dell’impossibile.

Io alla fine faccio quello che amo e che ho sempre sognato e sono felice della mia vita anche se magari a 15 anni la immaginavo diversa. Sono caduta tante volte e mi sono sempre rialzata ma se devo dirla tutta sono contenta del percorso che ho fatto perché alla fine mi ha portato a essere dove sono ora con il carattere che ho ora e francamente non lo so se non fossi caduta così tante volte se ora mi sentirei più felice o più realizzata. A volte ci rifletto e mi viene il sospetto che no, non sarei così viva. Probabilmente se tante volte avessi avuto la strada più spianata mi sarei già adagiata da un pezzo e non starei bene con me stessa come sto in questo momento, non mi sentirei così soddisfatta come in questo periodo.

Beh, che dire… spero che i miei personaggi siano altrettanto soddisfatti di quello che stiamo facendo: non c’è nulla di più comodo che cucirsi una vita su misura!