Pubblicato in: avventure di una scrittrice

Esserci… ancora

30624646_10156191036294763_5864814332730146816_nA volte ci sono storie che nascono oltre le nuvole. A volte ci sono storie che nascono nel profondo della nostra anima. Quello che so per certo è che, per quanto mi riguarda, le storie nascono là dove le tenebre baciano la luce. In quel minuscolo punto dove tutto è perfetto e in equilibrio e di una bellezza, di una purezza disarmante.

Ci sono storie che ci nascondiamo e storie che invece raccontiamo o decidiamo di mettere su carta. Ci sono quelle che escono da sole, quelle che devi andare a pescare negli abissi ogni parola. E poi ci sono quelle che, anche se sei troppo impegnato a fare altro, anche se hai scadenze da rispettare e tempi massimi da non sforare, se ne strafregano e reclamano il loro tempo.

Era accaduto un anno fa, con il mio primo manoscritto, quando questo blog è nato. Nel frattempo ho rifiutato una proposta editoriale (ebbene sì, capitano proposte editoriali anche senza che il malcapitato di turno debba pagare per leggere il proprio nome su una copertina), ho viaggiato per festival assieme a E’ un Cerchio Imperfetto, il primo film tratto da una mia sceneggiatura, ho festeggiato qualche premio vinto e ho conosciuto i più svariati tipi di persone. Sono stata assieme al mio cagnolino. Ho rilasciato qualche intervista. Ho cucinato. Ho chiacchierato ore su ore con amici. Ho pensato pensato pensato e ho meditato per impedire al cervello di fondersi per il troppo pensare. Ho seguito corsi. Ho visto film. Ho letto. Insomma, ho avuto una vita comunissima. E poi è arrivata una nuova sceneggiatura da scrivere e… Lei… la nuova storia che reclama un manoscritto tutto per sè.

E così eccomi di nuovo qua, in questo blog, nello stesso appartamento dell’anno scorso (fa molto “per quest’anno, non cambiare, stessa spiaggia stesso mare”, lo so…), per una nuova parentesi, per una nuova immersione nella scrittura.

Basteranno 45 giorni? Non lo so… in fin dei conti ho non uno ma due progetti da portare avanti e la priorità è il film… Ma sento che Lei pulsa e preme e i personaggi iniziano già a tenermi sveglia la notte con tutto quello che devono dirmi che sono sicura non porterà via troppo tempo al mio “lavoro ufficiale”. Vedremo…

L’impegno? Il massimo, come sempre!

Il cuore? Batte a pieno ritmo e ogni pulsazione mi racconta di questo libro e di questo film.

La testa? Quella sa che quando scrivo è relegata nel fondo del cassetto… Quindi buone ferie a lei e ai neuroni… qui non c’è spazio per la logica, qui c’è spazio solo per la vita.

In bocca al lupo a me! (Lunga vita al lupo!)

PS: hey… ben ritrovati! 😉

 

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Pubblicato in: avventure di una scrittrice

Giorno 9

Schermata 2017-05-02 alle 18.26.18Oggi andrò un po’ fuori tema… ma neanche troppo.

Dovete sapere che mi sono laureata al DAMS di Bologna, settore cinema. Mi sono occupata di video, me la cavo con riprese e montaggio, e negli ultimi anni ho scoperto che anche andare in giro trasportandomi dietro diversi obiettivi non mi dispiace. Insomma, tutto questo per dire che, nonostante la scrittura sia sempre stata il mio primo e più grande amore, anche le immagini sono per me una forma di comunicazione. Inquadratura, sbollatura, contrasti, saturazione etc etc. Termini che fanno parte di un mio modo di vedere il mondo quotidiano. Quindi immaginatevi la sorpresa quando la scorsa notte ho scoperto che una mia foto era stata premiata su Instagram. Certo, niente di che, ma sempre un po’ piacere fa sapere che qualcuno ha apprezzato un tuo scatto. Hey, alla fine non ho gettato al vento anni di studio! Già… peccato che la foto in questione in realtà si è rivelata essere un autoscatto fatto con il telefonino. No, non il classico selfie fatto tenendo il cellulare in mano, proprio un autoscatto vecchio stile. Ma sempre una cosa improvvisata in un momento di sclero da scrittura.

Questo ovviamente mi ha fatto riflettere sull’ironia della vita: ti puoi sbattere quanto vuoi ma alla fine le tue idee migliori, così come le grandi scoperte, le grandi invenzioni, spesso arrivano un po’ per caso, nel momento in cui meno te lo aspetti. La famosa botta di culo per intenderci. Che però, se ci riflettiamo, proprio tutta tutta fortuna non è. Colombo in America ci sarà arrivato per pura… beh, matematica direi! Se nel percorso tra un punto A e un punto B esiste un punto X, per forza ci devi incappare. Però sapeva navigare, sapeva che la Terra era rotonda, sapeva leggere mappe e stelle e bussole. A Newton è caduta una mela in testa ma sfido chiunque di voi a scoprire una legge importante quanto quella di gravità andando a sbattere contro lo spigolo del letto (al massimo scopriamo la legge di Murphy ma hey, l’ha già scritta Murphy!). In fin dei conti non era la prima mela che cadeva da secoli! Però la sua mente era pronta. A chi scrive insegnano che prima bisogna imparare tutte le regole e poi dimenticarsene prima d’iniziare a scrivere davvero. Non perchè non siano valide ma perchè se hai metabolizzato dei concetti chiave, se davvero li hai mescolati con il tuo sangue, puoi star certo che al momento giusto verranno a bussare alla tua testa per farti mettere tutti i pezzi al posto giusto.

Insomma, tutto ti può accadere nella vita, l’essere preparati sta nel saperlo capire. Nel saper utilizzare le regole in maniera istintiva. Nel leggere la situazione che ti sta davanti. E saper ricondurre il tutto all’interno del suo schema di appartenenza.

E’ un po’ come quando guidi da anni. Ormai non stai più a fare chissà che calcoli: lo vedi ad occhio se hai il tempo di immetterti in autostrada o rischi uno schianto, se è tempo di scalare la marcia prima della curva o puoi percorrere un altro metro, se quel passante fa in tempo ad attraversare l’incrocio o rischi di metterlo sotto se non rallenti. E’ immediato, spontaneo, naturale.

Per quel che mi riguarda capisco se conosco abbastanza a fondo i miei personaggi quando so già cosa stanno per dire, quando so già come reagiranno a una situazione, quando so già che espressione avranno incrociando una persona. Se devo rifletterci mentre scrivo allora no, non sono ancora in grado di immedesimarmi in loro e non posso raccontare la loro vita al posto loro. Non senza forzarli in qualche modo e snaturarli. E se li conosco so anche in cosa consiste la loro preparazione: se cercando di arrivare in India si ritroveranno in America o faranno naufragio prima, se capiranno che legge sta dietro a una mela che cade o si limiteranno a mangiarla, se piazzando un cellulare sopra una sedia scatteranno una foto che altri apprezzeranno o non entreranno neanche nell’inquadratura… In poche parole: vivranno nel tempo del romanzo imparando qualcosa o semplicemente per loro sarà un semplice capitolo insensato di una vita senza grandi progetti?

Per ora, devo dire, erano pronti… ma i “tempi duri” devono ancora arrivare! 😉

Pubblicato in: avventure di una scrittrice

Giorno 3

18190793_10155197100159763_2095711983_nSe tutto questo (il mio scrivere un libro e raccontarne in un blog i progressi) invece che un tratto della mia vita fosse un film probabilmente questi post racconterebbero le avventure di una ragazza in una località turistica che, dopo aver fatto un po’ di fatica ad ambientarsi, viene travolta da un grande amore che in qualche modo si rispecchierebbe nelle pagine del libro che sta scrivendo.

Purtroppo per voi… io me ne sto barricata in casa per la maggior parte del tempo (e comunque sia non siamo ancora in stagione quindi il paese è pressochè deserto!) e al massimo vado a farmi una passeggiata in spiaggia (dove l’unica altra presenza è quella del fantasma della broncopolmonite visto il vento che tira…) Quindi, niente amori nè avventure travolgenti per me. Ma tanto, tanto tempo con i miei personaggi. Già, perchè per me sono incredibilmente reali, ci faccio delle grandi chiacchierate e loro vengono a trovarmi ogni volta che gli gira. Il bello di questa storia è che il mio protagonista è un sassofonista. Il che significa che, invece di essere “perseguitata” da gangster, tipi strani, folli con il cappello, ballerine, travestiti, nerd e quant’altro (tutti personaggi di soggetti o sceneggiature che ho scritto in passato) questa volta mi godo un sacco di buona musica e infinite serenate a ogni ora del giorno e della notte. 

Ed ammetto che tutto questo è estremamente rilassante ed eccitante al tempo stesso. Primo perchè è dannatamente bravo con il sax e poi mi fa conoscere dei brani che mi mandano completamente via di testa per quanto sono intensi. E forse un po’ fuori lo sono pure ma che ci posso fare se alla mia età ancora ho degli amici immaginari che sono la fine del mondo? 

Comunque sia, è affascinante tutto questo. Eccitante vedere quanta passione c’è ancora in lui, quanta energia nonostante l’età (piccolo spoiler: il protagonista non è proprio un ragazzetto, ecco…) E tutto questo non può non farmi pensare al valore della musica nella vita. Viviamo costantemente a ritmo. Anche solo del nostro cuore. Citando Dirty Dancing: “Tu-tum. Tu-tum. Tu-tum…” Siamo in perenne connessione con questo battito che per noi è assolutamente tutto, è imprescindibile, fondamentale. E che poi è lo stesso battito dei tamburi tribali, lo stesso ritmo di infinite cerimonie indigene. Poi ci abbiamo messo sopra le note, altri strumenti, voci… Ma alla base c’è quel respiro che sembra arrivare dalla Terra e che ci porta avanti, ancora e ancora. Ci porta a raggiungere l’estasi così come ci accompagna al lavoro mentre in auto ascoltiamo la radio.

Sì, credo che la musica accompagni le nostre vite e in qualche modo molte canzoni sono messaggi che dobbiamo solo decifrare. Non so se a voi è mai capitato ma io ho fatto questa prova una volta: premesso che se vado a fare una passeggiata indosso inesorabilmente gli auricolari, una volta ho selezionato un gruppo di canzoni (tutte della band di un mio carissimo amico) e ogni volta che uscivo avviavo in modo casuale. Puntualmente, giorno dopo giorno, la prima canzone che mi trovavo ad ascoltare aveva un messaggio speciale tutto per me. Certo, bisogna fare attenzione al testo e accettare anche quell’idea che proprio non ci piace, ma ogni giorno si trattava, in qualche modo, del messaggio giusto, di quello che avevo bisogno di sentirmi dire o semplicemente di ricordare. Affascinante nella sua semplicità, no?

Beh, nulla… volevo solo dirvi che al momento la mia vita è ricca di fantastiche melodie e spero sia lo stesso per voi!